ANNO 16 n° 273
Foto successiva
Tutti in piedi per Mecarini e Rossi
Presidente del Sodalizio e capofacchino riconfermati per acclamazione

di Andrea Arena

VITERBO – Un uragano di applausi. Poi tutti in piedi, ancora ad applaudire. In una chiesa della Pace gonfia di persone e di passione, Massimo Mecarini e Sandro Rossi vengono riconfermati rispettivamente presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa e capofacchino. Unici candidati, e reduci da un palmarés di trionfi, anche oltre al Trasporto (che resta comunque il momento culminante) hanno ricevuto l'investitura per acclamazione. Alla domanda – retorica oggi più che mai – del presidente d'assemblea Luciano Tola, ''favorevoli?'', una selva di mani si è levata dentro la chiesa. E l'abbraccio tra i due, col sottofondo dei battimani, ha suggellato la giornata che consegna per altri tre anni ai dioscuri la gestione della parte amministrativa e di quella tecnica della festa più bella che ci sia al mondo, il rito secolare di questa città.

Chiesa della Pace strapiena, si diceva: gli aventi diritto al voto erano 221. Ma è bastato il richiamo all'ordine di Mecarini (che i suoi ''pupi'' li conosce nome per nome) per far calare il silenzio. Il primo a parlare è stato il sindaco Leonardo Michelini: ''Se la presenza è un segnale di quanto siano importanti certe cose – dice il primo cittadino – questa è la conferma dell'attaccamento dei facchini nei confronti dei loro dirigenti e dei dirigenti stessi verso i facchini. Un attaccamento che fa onore al rito di Santa Rosa, al Trasporto, ma anche a tutta la città. E' vero, in passato abbiamo vissuto dei momenti difficili nel nostro rapporto, ma tra persone di buonsenso si è risolto tutto. E la vostra forza è la libertà, l'autonomia culturale che da sempre mantenete''. La consigliera delegata ai rapporti col Sodalizio, Maria Rita De Alexandris, si è invece limitata ad un dolcissimo: ''Ve vojo bbbenne'', alla viterbese, e ad una battuta salace e un pizzico invidiosa: ''Caro sindaco, se noi funzionassimo come loro…''. Vincenzo Fiorillo, costruttore di Gloria, ha fatto venire l'acquolina in bocca, e la curiosità, ai presenti: ''Cercheremo di fare qualcosa di più, quest'anno, per il Giubileo e perché la città lo merita, lo meritate voi e ce lo meritiamo tutti''.

Clicca qui per vedere tutte le immagini dell'assemblea

Momenti di commozione quando ha parlato il presidente emerito del Sodalizio Lorenzo Celestini: ''Ne ho vissuti tanti di momenti come questi, ma una sala così affollata è raro averla vista. Come diceva il presidente per antonomasia, mio padre Nello, credeteci tutti fino in fondo. E Nello non c'è più, ma c'è ancora, è qui anche adesso, sempre pronto a dare una tirata d'orecchi a chi non si comporta bene''. Nello Celestini è scomparso il 14 febbraio del 2015.

Anche Mecarini, il presidente uscente e rientrante ricorda il fondatore del Sodalizio:; ''Perché uno come lui – scandisce – non scompare mai. E noi abbiamo il dovere di fare tutto il possibile per rendergli onore, ogni giorno''. Poi passa ad elencare i successi degli ultimi tre anni, le innovazioni, le conferme: ''Dalla girata in piazza del Teatro al riconoscimento Unesco, dal passaggio in via Marconi alle cene di solidarietà in piazza, da Expo a Gloria. Un triennio di trionfi''.

Si vota il bilancio, all'unanimità, si votano i probiviri (tre candidati, tre eletti: Danilo Frittelli, Roberto Cepparotti, Giuseppe Cepparotti), si votano i revisori dei conti (idem: Andrea Schiaffino, Roberto Merlani, Massimo Corinti).

Poi tocca all'uragano d'applausi di cui si diceva prima. E quindi comincia la processione verso le due urne per scegliere i vicepresidenti (due candidati per un posto) e i membri del consiglio direttivo (sette candidati per cinque posti). In ordine, in silenzio, in totale rispetto del luogo, del ruolo, e della tradizione, i 221 aventi diritto eseguono.

Facebook Twitter Rss