

di Domenico Savino
VITERBO – La prova più pervasiva. La Viterbese che vince contro il Group Castello non ha incamerato solo i tre punti, ma ha anche mostrato interessanti segnali di crescita che indicano come quello di Pontedera sia stato un incidente di percorso e che la squadra sta crescendo.
E questo se da un lato è rinfrancante perché dimostra che si è rimediato agli errori e alle manchevolezze, dall’altro aumenta il rammarico per l’ennesima occasione sprecata. In un torneo dai più ritenuto normale, non serviva la bacchetta magica per capire che la ''vecchia'' Viterbese non era squadra che poteva ambire al primato: diversi sono stati gli intoppi che ne hanno frenato la corsa a cominciare dalla scarsa preparazione atletica e dal repentino cambio tecnico dopo una giornata.
Quella attuale è una Viterbese che si è data uno scopo e ci mette tutte le forze per inseguirlo. E’ una squadra logica che ha una mente pensante, uno staff che ha rivoltato la rosa come un calzino e in maniera chirurgica ha operato. Direttore sportivo e allenatore ragionano allo stesso modo e da subito sono andati al cuore dei problemi.
La Viterbese non segnava? E’ stato acquistato Vegnaduzzo che garantisce gol ed è in grado di fare reparto da solo. La Viterbese non faceva gioco a centrocampo? Ecco Roberto Piccolo che al fianco del ritrovato Cristiano (peccato dovrà star fuori per alcune settimane) hanno trovato la chiave per rendere fluida la manovra. E il gioco sugli esterni? Arriva Cherubini e si inserisce con estrema facilità, quasi conoscesse i compagni da una vita.
Quando si agisce con raziocinio, senza farsi prendere dalla smania di vincere a tutti i costi i risultati arrivano. Resta l’amaro in bocca perché oltre ad Arezzo e Pontedera (ma anche gli aretini si sono sgretolati sotto i colpi degli indemoniati pisani) nessuna è in grado di fare la differenza.
E la ''nuova'' Viterbese avrebbe le carte in regola per giocarsi le proprie chance. Ora corpo e testa orientati all’impegno di coppa Italia: in palio c’è la semifinale del torneo tricolore e la possibilità di aprirsi un’autostrada verso gli spareggi play off (arrivando tra le prime quattro si salta la prima fase).
Avversario è la Santegidiese che milita nel girone F e che domenica si è tolta lo sfizio di battere la blasonata Vis Pesaro. Non sarà una gara facile e non ci sarà una seconda opportunità (si gioca in gara unica). Ma la Viterbese ha il fattore campo da sfruttare: il Rocchi deve ribollire di tifo, deve diventare un’arena inespugnabile, per rendere il 2011 meno amaro di quanto si può pensare.
La Flaminia che pareggia a Ponte San Giovanni, ottiene il punto che in gergo ''muove'' la classifica. La squadra di Puccica dopo un inizio stentato si è ripresa e il rigore di Capodaglio ha dato spinta e vigore ad una squadra che non merita la posizione che occupa. E domenica è andata bene anche sotto l’aspetto mentale: meno frenesia nel cercare la vittoria, meno ansia da risultato e ci si è accontentati.
Le altre continuano a far peggio e il divario dall’ultima è di due punti. Non tantissimo, invero, ma il Civita Castellana con il gioco riuscirà a tirarsi fuori da quella scomoda posizione. E l’ultima d’andata prevede il derby della Tuscia, un modo per chiudere in bellezza l’anno calcistico.