ANNO 16 n° 275
Tutta Cura di Vetralla
all'addio di Nunzia
I funerali svolti il giorno
del ventesimo compleanno

di Flavia Ludovisi

La chiesa parrocchiale di Cura di Vetralla stracolma di gente per l'ultimo saluto a Nunzia Rinaldi, la ragazza morta in un incidente stradale a Roma, i cui funerali si sono svolti il giorno del suo ventesimo compleanno.

Una processione commovente ha accompagnato il feretro di fronte all'altare, anche se molte persone hanno dovuto seguire la cerimonia funebre fuori tanta era la folla.

Orchidee e una foto di una Nunzia solare e sorridente posate sulla bara, bianca perchè in fondo era solo una ragazzina.

Una ragazzina che ieri (7 ottobre) avrebbe dovuto festeggiare vent'anni con gli amici e il fidanzato.

E invece oggi lei mancava e tutti gli amici e il fidanzato, riuniti in chiesa per porgerle l'ultimo saluto.

Una lettura è stata tratta dal Libro della Sapienza che, paradossalmente, recita un elogio alla giovinezza: ''Vecchiaia veneranda non è longevità, ne si calcola il numero degli anni; la canizie per gli uomini sta nella sapienza e un'età senile è un'età senza macchia'.

E la saggezza, la prudenza e la maturità a Nunzia appartenevano per natura come ha raccontato Don Paolo.

Un'omelia diversa dal solito, amichevole e confidenziale il tono e il registro del parroco, giovanissimo anche lui, che in questi giorni è stato molto vicino alla famiglia Rinaldi.

AI genitori e la sorella, distrutti dal dolore,  il parroco ha ricordato le parole di Sant'Agostino '''Non rattristiamoci di averla persa ma ringraziamo d'averla avuta'': potrebbe sembrare una magra consolazione, almeno per i familiari, ma la religione impone di crederci per trovare la risposta di fronte a queste tragedie.

Il feretro è stato portato fuori dalla chiesa a spalla dagli amici più cari di Nunzia, gli stessi che non sono riusciti a trattenere le lacrime durante tutta la Messa.

Fiori bianchi ma anche tante offerte per la Fondazione Nadia Salcini che si occupa di una rara malattia: di sicuro Nunzia sarebbe stata fiera della scelta dei genitori di destinare le offerte alla fondazione per la ricerca, lei d'altronde studiava per diventare medico.




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