ANNO 16 n° 268
Tutela del paesaggio: le comunità escluse dal dibattito sulle energie rinnovabili
Le associazioni ambientaliste denunciano audizioni “blindate” alla Camera

VITERBO - Amici della Terra, AssoTuscania, Italia Nostra Ravenna, Italia Nostra Toscana, TESS e Verde Tuscia rendono noto il seguente comunicato congiunto:

Le associazioni e i comitati territoriali esprimono forte disappunto per le modalità con cui la Camera dei Deputati sta esaminando le proposte di legge (C. 1429 Bof, C. 2230 Bof, C. 2606, C. 2529 Fabrizio Rossi) per la revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di autorizzazioni paesaggistiche e pianificazione.

Secondo le organizzazioni firmatarie, queste proposte di legge — richieste dalle società che operano nel settore delle energie rinnovabili — mettono a rischio la tutela dei territori, favorendo le installazioni eoliche e fotovoltaiche senza una pianificazione chiara.

Il problema principale: alle audizioni non sono state invitate le associazioni ambientaliste né i comitati locali, cioè chi vive e lavora nei territori più colpiti dalla proliferazione degli impianti. Al contrario, è stata audita solo l’ANEV, l’associazione delle aziende del settore, che rappresenta interessi economici diretti e non quelli delle comunità o dell’ambiente.

Le associazioni denunciano che l’intento evidente è approvare la legge in fretta, tacitando ogni voce di dissenso, ignorando chi subisce gli effetti delle semplificazioni autorizzative.

Il presidente della VIII Commissione Ambiente, Mauro Rotelli, dovrebbe considerare l’impatto ambientale dei grandi progetti di energie rinnovabili già realizzati e in corso nella Tuscia e in altre regioni.

Le associazioni chiedono alla Commissione di:

  • garantire partecipazione, trasparenza e tutela del paesaggio come sancito dalla Costituzione;

  • coinvolgere istituzioni, associazioni ambientaliste riconosciute e comitati locali.

La transizione energetica non può sacrificare l’ambiente, il paesaggio, i beni culturali e gli interessi economici locali, né escludere dal dibattito democratico chi quei territori li vive e li difende.




Facebook Twitter Rss