

VITERBO - La struttura agricola del viterbese risulta, ad oggi, agganciata a tipologie polverizzate: il 65 per cento delle aziende si trova ad avere dimensioni inferiore ai 5 ettari. Le società agricole semplici aumentano a 636 (+67,8 per cento). Anche se più contenuta, la dimensione delle società di capitali e cooperative è consistente in termini percentuali: le società di capitali diventano 78 (da 44), con un incremento percentuale del 77 per cento.
Le società cooperative, invece, passano da 18 a 29 (+61 per cento). Queste società si trovano a gestire aziende di dimensioni proporzionalmente maggiori introducendo nella conduzione agricola sistemi sempre più manageriali e “industrializzati”. Più contenute risultano invece le variazioni delle superfici gestite da imprese cooperative
E’ quanto emerge dal Rapporto dai dati provvisori e delle tabelle di approfondimento relative al sesto Censimento generale dell’Agricoltura elaborato dall’Ufficio regionale di censimento della Regione Lazio – presso Direzione regionale Agricoltura - in attesa dell'uscita dei dati definitivi prevista a partire da luglio 2012.
I dati, elaborati dall’Ufficio censimento della regione Lazio, fonte: Istat - sesto Censimento generale dell'Agricoltura, Anno 2010, vanno ad aggiungersi alle 23 tavole prodotte da Istat lo scorso anno - di cui 7 di livello nazionale e 16 relative alla regione Lazio - che riguardano le stesse variabili.
Nella provincia di Viterbo, secondo il rapporto, operano circa 20.609 aziende, il 42,7 per cento in meno rispetto a quelle presenti nel dato censuario del 2000. La superficie agricola utilizzata, pari a 193.470,63 ettari, e la superficie totale pari a 240.189,84 ettari, mostrano riduzioni più contenute rispetto a quelle aziendali (rispettivamente -7,7 per cento e -12,3 per cento).
La contrazione aziendale, infatti, si concentra nelle classi dimensionali più ridotte: delle 15 mila aziende cessate, la maggior parte ricade nelle classi di Sat, struttura agricola territoriale, inferiori ai 5 ettari.
Le percentuali maggiori di contrazione riguardano le aziende inferiori all’ettaro, ridotte di quote superiori al 65 per cento: delle 11 mila circa ne restano 3.500 se classificate per classe di Sat, mentre di 13.500 ne restano circa 4.700 nella superfice agricola utilizzabile e trasformata, inferiore ad 1 ettaro.
In percentuale, le variazioni delle aziende tendono poi a rimanere negative fino alla classe di superficie inferiore ai 20 ettari, con una riduzione progressivamente decrescente. Da qui prende avvio un processo inverso, di crescita percentuale delle aziende delle classi più ampie, con punte del 15-16 per cento (rispettivamente per classe di Sau e Sat) nella maglia compresa tra i 30 e i 50 ettari.
La variazione percentuale della superficie agricola utilizzata nel periodo di riferimento si mantiene sistematicamente superiore alla variazione percentuale della Sat, con la sola eccezione della classe di ampiezza 10-20 ettari, dove il differenziale è molto basso. Gli scostamenti maggiori si registrano nella classe 30-50, ma soprattutto nella classe superiore ai 100 ettari di Sau, dove raggiungono differenze superiori ai 16 punti percentuali.