ANNO 16 n° 272
“Tuscia in lotta” a Piacenza per protestare contro le perquisizioni

Viterbo - Martedi mattina, nell'ambito di una inchiesta promossa dalla Procura di Piacenza, dirigenti sindacali di Si. Cobas ed Usb sono stati oggetto di perquisizioni e provvedimenti restrittivi.

Si tratta dell'ennesimo capitolo di una lunga catena di atti repressivi che hanno colpito in questi anni lavoratori e militanti sindacali protagonisti di dure lotte nell'inferno della logistica, settore cruciale

nell'economia capitalista nel quale domina sfruttamento e negazione dei diritti elementari in un quadro di appalti e subappalti senza freni e regole.

L'operazione di oggi è quindi un'ulteriore salto di qualità nella logica repressiva: si prova a costruire un vero e proprio “teorema” che punta a trasformare le azioni di lotta e di resistenza sviluppate in questi anni in azioni criminose e chi è stato protagonista di queste lotte che hanno scoperchiato il

marciume del settore in un componente di associazioni a delinquere.

Scioperi, picchetti, assemblee, occupazioni ecc. da strumenti della lotta operaia e di classe, nelle intenzioni di giudici ed inquisitori vari divengono fatti criminosi. Il disegno è chiaro: criminalizzare chi si oppone allo sfruttamento oggi nella logistica , domani tutto il mondo del lavoro.

La repressione non ci fermerà certamente , ma la sfida lanciata oggi con questa inchiesta necessita di una risposta immediata e forte di tutti i lavoratori.

Per questo, in occasione dello sciopero generale della logistica di 24 ore immediatamente indetto da Si.Cobas ed Usb siamo stati in piazza del Plebiscito, presidiando la Prefettura, in concomitanza con tutta Italia.

 

Sabato saremo a Piacenza per partecipare alla manifestazione nazionale.

 

Tuscia in Lotta

 




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