ANNO 16 n° 272
Tuscia, in un anno segnalate 348 operazioni finanziarie sospette
Il rapporto dell'intelligence anti riciclaggio presso la Banca d'Italia

VITERBO - Aumentano in provincia di Viterbo le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette: nel 2021 sono state 348, con un incremento rispetto all’anno precedente di 114 unità. In questo senso, la Tuscia non si discosta dalla tendenza nazionale, anch’essa in salita: 139.524 segnalazioni totali, +26.337 sul dato del 2020. Tra le regioni, infine, il Lazio si segnala tra quelle che hanno visto l’incremento maggiore: 17.326 segnalazioni (+2.907).

E’ quanto si legge nell’ultimo rapporto della Unità di informazione finanziaria (Uif), l’intelligence anti riciclaggio istituita nel 2007 presso la Banca d’Italia che acquisisce le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse da intermediari finanziari, professionisti e altri operatori.

Il dato nazionale ''Nel 2021 – sta scritto nella relazione - la Uif ha ricevuto 139.524 segnalazioni di operazioni sospette (Sos), con un incremento del 23,3% rispetto al precedente anno. Le Sos analizzate sono aumentate del 21,9%. Il secondo semestre del 2021 completa un anno di crescita vigorosa delle segnalazioni di operazioni sospette: dopo l’eccezionale andamento registrato nel primo semestre (+32,4%) le 69.401 Sos ricevute nei mesi da luglio a dicembre confermano il perdurare di una dinamica importante, con un aumento del 15,2% nel confronto con i corrispondenti mesi del precedente anno''.

I dati locali ''I maggiori incrementi in termini assoluti si rilevano per le Sos riferite a operazioni effettuate in Lombardia, nel Veneto, nel Lazio, in Piemonte, Toscana e Trentino-Alto Adige; si registra una contenuta diminuzione in Campania. A livello provinciale, Milano, Prato, Roma, Trieste e Imperia si collocano ai primi cinque posti per numero di segnalazioni di operazioni sospette in rapporto alla popolazione''.

Per quanto riguarda le province del Lazio, troviamo Frosinone con 544 segnalazioni nel 2021 (+87 rispetto al 2020), Latina (631, +177), Rieti (201, +46), Roma (15.152, + 2.483). Nella Tuscia, come detto, le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette sono state 348 (+114): 180 nel primo semestre dello scorso anno e 168 nel secondo.

Il bilancio ''Rispetto al secondo semestre 2020 – si legge ancora nel rapporto Uif - il contributo alla crescita delle Sos è principalmente imputabile al comparto degli intermediari finanziari non bancari, a cui è ora ascrivibile il 33,4% delle segnalazioni (26,0% nel 2020). Banche e Poste hanno effettuato minori segnalazioni (- 1,7%), riducendo la loro incidenza dal 63,9% al 54,5%. Il contributo del comparto non finanziario si è portato dal 10,1 al 12,0%. Sul totale delle segnalazioni non riconducibili a banche e Poste, la componente maggiore è ascrivibile agli Istituti di pagamento (33,8%) e agli Istituti di moneta elettronica (29,8%), seguiti dai prestatori di servizi di gioco (13,8%) e dai professionisti (7,6%). La notevole crescita degli Ip (da circa 5.100 a quasi 10.700 segnalazioni) è determinata dalle Sos inoltrate dai money transfer, che sono più che raddoppiate rispetto al secondo semestre del 2020 (da 4.738 a 9.900) e che riportano complessivamente 303.234 operazioni sospette principalmente effettuate con controparti ubicate in Senegal, Romania, Albania e Marocco (complessivamente il 41,3% degli importi sospetti trasferiti). L’attività di collaborazione della Uif con l’autorità giudiziaria si è mantenuta elevata: nel 2021 l’Unità ha ricevuto complessivamente 510 richieste dall’autorità giudiziaria e ha trasmesso 1.463 informative, dato quest’ultimo che segna un notevole incremento rispetto allo scorso anno''.

''Il graduale allentamento delle restrizioni dovute alla pandemia – conclude il report - ha consentito l’avvio di sette verifiche ispettive, anche nei confronti di tipologie di operatori non finanziari sinora mai ispezionati. Sono stati avviati altresì quattro controlli cartolari nei confronti di intermediari attivi nel settore dei finanziamenti Covid-19''.




Facebook Twitter Rss