ANNO 16 n° 272
Tuscia, in un anno oltre duemila infortuni sul lavoro
I dati del Piano regionale della prevenzione. Malattie professionali: ''A Viterbo segnalazioni in calo''

VITERBO - In un anno in provincia di Viterbo 2.111 infortuni sul lavoro. In media 5,7 al giorno.

E’ uno dei dati contenuti nel Piano regionale della prevenzione (Prp) 2021-2025 approvato nei giorni scorsi. Anno di riferimento il 2019. Tra le varie voci che compongono il documento una sezione dedicata al mondo del lavoro.

''Gli infortuni sul lavoro – recita il documento - rappresentano un carico rilevante per numero di eventi, costituendo, un onere sia per i costi sociali ed umani di disabilità e morti evitabili, sia per l’entità dei costi economici. Gli infortuni nella regione Lazio sono circa il 7% degli infortuni totali in Italia. L’analisi per settore di gestione macro economico (Industria e Servizi, Agricoltura e Conto Stato) evidenzia che la maggior parte degli infortuni denunciati è relativo al settore industria e servizi (78.9%), mentre il 2.7% avvengono in agricoltura e il 17.4% per conto stato. La distribuzione degli infortuni denunciati per provincia e genere per il 2019 evidenzia complessivamente il maggior numero di infortuni nei maschi rispetto alle femmine. Le differenze per macro settore economico evidenziano una percentuale maggiore di infortuni nei maschi per il settore Industria&Servizi e Agricoltura mentre per Conto Stato non si evidenziano differenze per genere complessivamente nel Lazio. Per provincia si rilevano delle lievi differenze rispetto al valore regionale''.

Nel Lazio gli infortuni denunciati sono stati per la precisione 45.305 (40,6% donne e 59,4% uomini). A Viterbo, come detto, 2,111 (34,7% donne e 65,3% maschi). Di questi 1.468 nell’industria, 240 nell’agricoltura e 403 conto Stato.

''Considerando l’età – prosegue il documento . la maggiore frequenza di infortuni si verifica nella fascia di età 50-54 anni con 5965 denunce totali, pari al 13,2% del totale. La disaggregazione per luogo di nascita degli addetti evidenzia che l’88% degli infortunati sono di nazionalità italiana, mentre il 7% è di origine extra-europea e il 5% Europea''.

Lo studio prende anche in considerazione anche le malattie professionali. ''In Italia il numero totale delle denunce di malattia professionale osservato è passato da 58889 nel 2015, a 61197 nel 2019, con un incremento percentuale pari a +3.9%. Allo stesso modo nel Lazio le segnalazioni totali di malattia professionale sono aumentate da 3441, nel 2015, a 3966 nel 2019, con una variazione percentuale di +15.2%. La variazione temporale regionale del numero totale di denunce tra il 2015-2019 risulta molto disomogenea tra le province, con un aumento del numero totale di segnalazioni a Frosinone, Latina e Rieti mentre a Roma e Viterbo si registra un calo nel numero di segnalazioni''. Per la precisione, nella Tuscia ci sono state 337 denunce per infortuni, pari al l’8,5% (il 25.8% presentate da donne e il 74.2% da uomini). Per settori: 247 nell’industria, 88 in agricoltura; 2 per lavoratori conto stato.

''Sebbene i dati disponibili di fatto sottostimino il fenomeno - conclude il Prp - si delinea un quadro degno della massima attenzione per lo sviluppo delle attività di prevenzione e di promozione di attività verso ambiti specifici di rischio quali i cancerogeni e gli agenti chimici, tenuto anche conto della rilevante emergenza delle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico e di quelle legate alle incongruenze organizzative dei luoghi di lavoro''.




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