ANNO 16 n° 275
Turismo: Crollano del 30 per cento le presenze
Peparello (Confesercenti): ''Fidelizzare il cliente e ripristinare bonus vacanze''

di Alessandra Pinna

Lo stato di salute del turismo made in Tuscia a stagione estiva ormai inoltrata non è rassicurante e registra circa il 30 per cento in meno rispetto allo scorso anno.

Dati negativi, quelli presentati dal responsabile regionale Turismo di Confesercenti, Vincenzo Peparello, che fanno suonare l’ennesimo campanello d’allarme di un’annata che si sta confermando decisamente preoccupante. Il popolo dei vacanzieri ha drasticamente ridotto, se non totalmente tagliato, il proprio badget familiare, ma anche chi parte ha drasticamente ridotto i giorni dedicati al relax estivo e ai viaggi. Il conseguente calo del giro d’affari preoccupa, e non poco, gli operatori.

L’incertezza economica alla base dei motivi che stanno letteralmente “blindando” in casa i turisti. La maggior parte delle persone non andrà in vacanza perché la crisi morde e spesso il reddito disponibile è addirittura insufficiente ad arrivare a fine mese.

I dati che provengono dalla costa viterbese, che già lo scorso anno preoccupavano, sono in ulteriore peggioramento. Nel fine settimana si registra un leggero incremento delle presenze, dovuto evidentemente al turismo “mordi e fuggi”, ma durante la settimana le spiagge sono pressoché deserte.

“Questa situazione – spiega Peparello – che solitamente è solidissima e si spiega con il flusso turistico di prossimità, ovvero della presenza dei romani e dei ternani, quest’anno registra un calo di presenze a causa dei continui aumenti della benzina che scoraggiano perfino l’utilizzo dell’auto”. Il trend negativo si ripercuote su molte aziende che, proprio sul turismo di prossimità, puntavano a compensare il calo generale dei consumi.

Altra nota dolente evidenziata dal responsabile regionale Turismo di Confesercenti è la soppressione dei buoni vacanza, lo strumento a disposizione di tutti i soggetti interessati per favorire il turismo sociale.

“Quello che poteva rappresentare uno strumento per puntare alla ripresa di uno dei nostri più importanti settori economici – ha spiegato Peparello - è stato vanificato. Ormai tutto è da considerarsi turismo sociale, in quanto la crisi ha colpito la carne viva delle famiglie. In questo modo si sta regredendo dal punto di vista economico ma anche sul versante sociale e dei diritti. La villeggiatura, infatti, non può essere considerata un lusso per pochi ma un diritto di tutti”.

La crisi del settore turistico è stata evidenziata anche dai proprietari degli stabilimenti balneari di Tarquinia e Montalto di Castro che, in concomitanza e in piena sintonia con colleghi di tutta Italia, hanno programmato una manifestazione per il prossimo 3 agosto.

Gli operatori degli stabilimenti balneari non apriranno gli ombrelloni fino alle 11: il gesto vuol rappresentare la manifestazione di dissenso verso il provvedimento dell'Unione Europea che stabilisce la vendita all’asta degli stabilimenti a partire dal 1° gennaio 2016.

Ma se da un lato i dati forniti sono fortemente negativi, dall’altro Peparello non si scoraggia e formula la possibile ricetta per far rivitalizzare il settore: puntare sulla fidelizzazione del cliente, su eventi calendarizzati e sull’enogastronomia.

“Il nostro fine – ha dichiarato – è quello di fidelizzare il cliente. Se non possiamo puntare sui grandi numeri a causa della contingenza economica, dobbiamo trovare il modo di invogliare il turista a tornare nella nostra zona fornendo servizi di qualità e una sorta di mappa estiva del territorio, dove ovviamente dovranno essere comprese manifestazioni, eventi e offerte per ogni tipo di utenza”.

Ma intanto per comprendere meglio una stagione che di certo non rimarrà negli annali delle migliori, bisognerà attendere i dati a stagione conclusa.

Peparello annuisce e sconsolato allarga le braccia: “Purtroppo è così”.

 

 

 




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