

VITERBO – Lo scorso 11 febbraio è stato approvato dalla Regione Lazio il piano triennale (25-27) per il turismo; piano che nasce dall’analisi dei dati raccolti dal 2019 al 2023.
L’obiettivo? dare supporto ad un trend, già positivo, che ha visto nel 2025 circa 2milioni di persone passare per la Tuscia, e 400mila di queste soggiornarvi in cerca di un luogo nuovo da esplorare o un posto del cuore in cui tornare.

A parlarci di questo argomento, tanto discusso quanto controverso, è stato Vincenzo Peparello di Confesercenti e presidente della DMO Expo Tuscia.
Vincenzo, cosa ne pensi del turismo degli ultimi anni?
Nel post-pandemia, con la riapertura e la ripresa degli spostamenti regionali e nazionali, si è registrato un buon movimento. Molte persone hanno riscoperto le località interne e il cosiddetto turismo di prossimità ne ha quindi giovato. Oggi i dati raccontano di arrivi e presenze in aumento che confermano questa tendenza: sono aumentati sia gli arrivi sia le presenze.
I dati di quest’anno ripotano circa 400 mila arrivi e quasi 2 milioni di presenze. Ma a cosa è dovuto questo aumento?
Dal 2022 a oggi si è lavorato molto sui partenariati pubblico-privati. Va detto che i numeri inseriti nel piano triennale del turismo si riferiscono a un’indagine che fotografa una situazione precedente rispetto a quella attuale.
Nel frattempo, anche grazie all’adeguamento normativo e all’obbligo di registrazione di molte strutture extralberghiere – come bed and breakfast, case vacanza e campeggi – oggi disponiamo di dati più completi e realistici. In passato, infatti, diverse strutture non venivano censite.
Un trend quindi in crescita, ma vogliamo far luce sulla permanenza?
Un dato che va interpretato correttamente è quello della permanenza media. È cresciuto il turismo straniero, anche se non in modo uniforme, su alcuni mercati si registrano cali su altri aumenti. La permanenza media più alta è legata principalmente all’area del lago di Bolsena, dove tedeschi e olandesi soggiornano per periodi più lunghi, soprattutto in strutture all’aperto. Questo incide positivamente sulla media complessiva. Diverso il caso della città di Viterbo, dove la permanenza resta più breve, spesso limitata al weekend.
Quindi cosa aspettarsi dalla nostra Provincia per i prossimi anni?
C’è però ancora molto da fare. Una provincia come quella di Viterbo ha enormi potenzialità: 2 milioni di presenze sono un punto di partenza, non l’arrivo. Oggi si viaggia di più, ma per periodi più brevi e distribuiti durante l’anno, la strada migliore da seguire rimane quella del partenariato tra pubblico e privato, attraverso una programmazione condivisa che individui mercati da consolidare e mercati emergenti da intercettare.