

di Veronica Ruggiero
VITERBO – Turismo in crisi nella Tuscia come in tutto il resto del Paese, una stima di perdite per il settore tra l’80 e il 90% a causa dell’allarme coronavirus. Tante le prenotazioni disdette presso le strutture di accoglienza, ma la crisi generata sul territorio solo ed esclusivamente dalla paura colpisce anche i ristoranti e i locali pubblici che spesso restano vuoti.
''La situazione è pesante - ha dichiarato Vincenzo Peparello presidente confesercenti Viterbo – sono tantissime le disdette che stanno ricevendo le agenzie e gli operatori di settore già dai primi giorni in cui il virus è arrivato in Italia. La perdita quindi è calcolata sulla somma del denaro che non entrerà nelle casse degli operatori, sulle caparre da restituire a chi ha dato disdetta e sugli investimenti fatti dagli imprenditori per la gestione dei flussi turistici. Il problema investe circa 15 mila aziende su tutto il territorio nazionale e abbiamo calcolato che sul breve periodo vi sarà un ammanco di circa 3miliardi e 900 mila euro di entrate, ma sicuramente la cifra sarà molto più importante perché non siamo in grado di capire quanto tempo durerà questo allarme. Come associazione di categoria stiamo valutando insieme ai ministeri misure fiscali e incentivi che mettano al riparo chi ha già investito nell’azienda''.
Non è solo il turismo atteso dall’estero a danneggiare il settore, anche le più semplici gite scolastiche, bloccate al momento, potrebbero incidere pesantemente sul bilancio.
''Dobbiamo far ripartire il turismo e il commercio – ha poi concluso Peparello – ma il comportamento che abbiamo assunto subito dopo il diffondersi dell’allarme, non del virus che da noi ancora non è arrivato, ci ha sicuramente danneggiati. Desidero richiamare alla responsabilità sia i cittadini che gli organi di stampa e i media, le immagini diffuse di supermercati saccheggiati, stazioni e aeroporti deserti, e della corsa all’ accaparramento di presidi farmaceutici non ha fatto altro che danneggiare gravemente il settore. Le derrate alimentari non scarseggiano, i supermercati hanno scorte in magazzino, non è necessaria una corsa allo stoccaggio come quella avvenuta nei giorni scorsi''.
Il presidente ha poi invitato tutti al ritorno ad una vita normale, visto che ancora non siamo in zona rossa, a ripopolare ristoranti, locali cercando di ripristinare quanto prima la normalità dove possibile. Nella Tuscia le zone più colpite sono senza dubbio il litorale, quindi Montalto di Castro e Tarquinia, il capoluogo e il comprensorio di Bolsena che ospita turismo proveniente dal nord Europa. Luoghi di interesse scolastico invece sono teatri, Sant’Angelo di Roccalvecce, parchi archeologici per i quali sono state al momento disdette alcune visite.