ANNO 16 n° 272
Truffatori fermati a Orte dopo un rocambolesco inseguimento
In due sono stati arrestati, accertamenti sul terzo. Nella giornata di Ognissanti avevano messo a segno due raggiri nell'alta Umbria

ORTE - Una banda di truffatori è stata bloccata a Orte dopo un rocambolesco inseguimento partito dall'alta Umbria. In tre sono stati fermati: due, un 44enne e un 22enne di origini campane, sono stati arrestati per truffa e resistenza a pubblico ufficiale in concorso e rinchiusi nel carcere di Terni, mentre sul terzo sono in corso ulteriori accertamenti.

Tutto è partito nel giorno della festa di Ognissanti quando i tre avrebbero messo a segno due truffe in danno di anziani a Città di Castello con la tecnica del sedicente carabiniere che simula il coinvolgimento di familiari delle vittime in gravi incidenti stradali, paventando pesanti conseguenze legali a carico degli stessi. Sono stati sorpresi, però, da un familiare dell’ultima vittima che stava rincasando.

L’uomo si è messo subito al loro insegimento lungo la E45 ma arrivatoa Perugia, all'altezza di Ponte Pattoli, li ha persi. Nel frattempo aveva dato indicazioni ai carabinieri del modello e della targa del veicolo.

L'auto è stata intercetta dai carabinieri di Todi nei pressi di Deruta. I militari però, durante l'inseguimento sono rimasti coinvolti in un incidente.

Sono stati quindi i carabinieri di Narni scalo, che si erano appostati in un'area di sosta, ad agganciare l'auto dei fuggitivi all'altezza di San Liberato.

E' nato un inseguimento che è terminato all’altezza della rotatoria di Orte dove l'auto dei fuggitivi è finita fuori strada.

Nonostante l’ulteriore tentativo di fuga a piedi nei campi limitrofi, due persone sono state fermate dai carabinieri di Narni Scalo mentre il terzo è stato bloccato dagli agenti della sottosezione della polstrada di Orvieto. All’interno dell’auto utilizzata dai tre, è stato rinvenuto un coltello. Vettura e coltello sono stati posti sotto sequestro dai carabinieri di Civita Castellana.

Indosso a uno dei truffatori i militari hanno rinvenuto la somma contante di 1.200 euro frutto della prima truffa.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Viterbo, sono tuttora in corso per ricostruire l’intera dinamica degli eventi e accertare eventuali responsabilità degli arrestati per altri reati simili commessi in Umbria e nel Lazio.




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