

VITERBO - Truffa del fotovoltaico: nessuna promessa elettoralistica bensì l’impegno a tornare all’indomani delle elezioni per ragionare, al di là delle espressioni politiche e con tutti i soggetti coinvolti, sul come uscire dall’emergenza. Ieri Alessandro Mazzoli, candidato del Partito democratico alla Camera dei deputati, ha incontrato a Montalto di Castro gli imprenditori vittime di un raggiro di circa 5 milioni di euro. In particolare, ha parlato con Giulio Paoloni che nove giorni fa si è chiuso dentro il parco Sun Edison (qui l’ammontare del pregresso dovuto alle ditte locali subappaltatrici è di circa 800 milioni di euro).
“Dobbiamo – ha detto Mazzoli – ragionare insieme all’indomani del voto su come risolvere questa intrigata e assurda vicenda, dove non si capisce chi doveva controllare e cosa. Fatto sta che oltre 20 realtà produttive locali hanno effettuato lavori per milioni di euro in regime di subappalto e non hanno ricevuto alcun compenso. Così, quella che poteva essere una grande occasione di sviluppo e lavoro per la nostra terra si è rivelata il contrario: aziende sul lastrico costrette a licenziare e chiudere. Una vicenda economica, sociale e umana che chiama tutti gli amministratori a una presa di posizione chiara, al di là delle appartenenze politiche”.
“Ho portato – ha continuato - la vicinanza e la solidarietà alle imprese e ai lavoratori che stanno manifestando perché vittime di una vicenda gravissima. Siamo di fronte a un’enorme truffa ai danni di imprenditori e lavoratori del territorio che materialmente hanno realizzato il principale parco fotovoltaico d’Europa, insieme ad altri impianti nella zona. Per noi era e doveva essere una grande opportunità, che si è invece sgretolata”.
Per Mazzoli l’unica strada da seguire è agire su un doppio fronte. “Mentre le autorità competenti continueranno a fare il proprio dovere investigativo per accertare le responsabilità, dobbiamo – ha detto – aiutare questi imprenditori a sanare il pregresso perché è inaccettabile che non siano stati saldati. Di pari passo, dobbiamo fare chiarezza sul futuro del comparto: di chi sono attualmente gli impianti, chi è deputato alla loro manutenzione, come è possibile coinvolgere gli imprenditori truffati”.
Siccome situazioni analoghe si sono verificate in altre parti dell’Italia, si pone per il candidato Pd un interrogativo di ambito legislativo a livello nazionale “su cui – ha concluso - bisognerà tornare per apportare correttivi e introdurre strumenti che consentano maggiori controlli durante il percorso di riconoscimento di incentivi e sblocco di risorse”.