ANNO 16 n° 252
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Truffa dell'asfalto, sgominata banda
Arrestate cinque persone

VITERBO - Una banda di truffatori irlandesi, romeni e lituani è stata scoperta dai carabinieri delle stazioni di Albinia e Pescia Romana.

Era da giorni che i militari erano sulle loro tracce per numerose segnalazioni di truffe poste in essere nella zona a cavallo tra le due province.

Il modus operandi era sempre lo stesso: si presentavano come ditta che aveva appena concluso, nella zona, lavori di asfaltatura di strade e raccontavano di avere un camion con dell’asfalto avanzato e pertanto si rendevano disponibili ad asfaltare strade e/o piazzali privati a prezzi veramente competitivi, ma poi i lavori risultavano di pessima qualità.

La chiamano “truffa dell’asfalto”, peraltro attenzionata anche da “Striscia la notizia”. I malcapitati venivano avvicinati da un giovane dai capelli rossicci, dall’accento anglosassone, che arrivava a bordo di una macchina, di colore grigio con targa irlandese. Una volta convinti i cittadini ad accettare i lavori, mandava dei complici ad eseguirli e una volta conclusi, presentavano fatture false gonfiate, emesse da società con sede in Francia, poi risultata inesistente, che venivano saldate in contanti o con assegni dagli ignari truffati.

Grazie alle segnalazioni dei cittadini, resisi conto della pessima qualità dei lavori, i carabinieri sono intervenuti sul posto arrestando i primi due responsabili, che dopo aver appena riscosso un assegno, si stavano allontanando a bordo una autovettura di colore grigio con targa irlandese.

L’intesa fra le due stazioni carabinieri ha permesso di stabilire che la banda aveva commesso altre due truffe, una a Capalbio e l’altra ad Albinia, e gli elementi raccolti nell’immediatezza permettevano agli stessi carabinieri di bloccare sulla statale Aurelia le altre tre persone che si stavano allontanando a bordo del camion utilizzato per le operazioni di asfaltatura, un autocarro di colore Rosso con targa irlandese, e un'altra autovettura.

I carabinieri, alla luce del risultato conseguito e delle modalità criminose accertate, hanno motivo di ritenere che gli stessi abbiano commesso analoghi reati nei comuni della fascia costiera delle provincie di Grosseto e Viterbo.

'Auspichiamo - dicono - che chiunque abbia ricevuto offerte di lavori analoghi a quelle contestati lo rappresentino a qualsiasi Comando carabinieri per l’ulteriore prosieguo delle indagini'.

I cinque arrestati, che dovranno rispondere del reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe, sono stati associati presso il Carcere di Grosseto, a disposizione di quell’Autorità giudiziaria.




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