


VITERBO – Una vicenda dai contorni surreali e drammatici, avvenuta la sera del 3 settembre 2021, torna ora al centro dell’attenzione giudiziaria. A distanza di quasi tre anni, il quarantenne di origine dell’Est Europa, già condannato per violazione del divieto di avvicinamento, violazione di domicilio e stalking, è di nuovo a processo con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
Quella sera i carabinieri di Blera intervennero dopo una richiesta di aiuto arrivata al 112 da una donna di Vejano, terrorizzata perché l’ex marito, nonostante una misura restrittiva che gli imponeva di mantenere almeno 200 metri di distanza, si era introdotto nella sua abitazione. All’arrivo dei militari, l’uomo fu trovato completamente nudo nel letto matrimoniale, deciso a non andare via.
Per quei fatti, nel gennaio di due anni fa, il quarantenne era stato condannato a otto mesi di reclusione. Il giudice applicò la Riforma Cartabia, senza concedere la sostituzione della pena detentiva, a causa del mancato rispetto delle prescrizioni già imposte dopo un precedente intervento delle forze dell’ordine, avvenuto pochi giorni prima per l’ennesimo episodio di violenza. In quell’occasione, i carabinieri avevano anche riscontrato lividi sulle braccia della donna, segni evidenti delle aggressioni subite.
Nel corso dell’ultima udienza, un carabiniere ha ricostruito in aula quei drammatici momenti: “Quando arrivammo davanti all’abitazione, la donna ci aspettava in strada, visibilmente spaventata. Una volta entrati in casa trovammo l’uomo nudo sul letto matrimoniale che rifiutava di uscire”.
Vista l’assenza in aula della presunta vittima, il giudice Jacopo Rocchi ha disposto il suo accompagnamento coattivo alla prossima udienza, infliggendo anche una sanzione di 480 euro. Il procedimento ora proseguirà per accertare le responsabilità dell’uomo in merito alla resistenza opposta ai militari durante l’intervento.