


VITERBO - Neanche sotto Natale c’è un po’ di pace per gli utenti della ferrovia Roma Nord. Continuano, infatti, le cancellazioni a raffica dei treni: dal primo novembre al 5 dicembre sono state quasi 300 corse soppresse lungo la linea che collega Roma, Civita Castellana e Viterbo. Una situazione gravissima. Anche perché, denuncia il Comitato pendolari, a causa delle corse saltate i viaggiatori si ritrovano tutti ammassati sui convogli nelle ore di punta: ''E meno male – commentano - che si doveva potenziare il servizio per rispondere alle prescrizioni anti Covid. E non è ancora finita''.
Ma quella sul distanziamento a bordo dei treni non sarebbe l’unica delle prescrizioni anti contagio a non essere rispettate. Tanto che dopo aver segnalato questi problemi al gestore (Atac) e al proprietario della linea (la Regione), i pendolari hanno deciso di inviare une esposto al prefetto di Roma. Una iniziativa condivisa con i comitati pendolari anche della Roma Lido e della Roma Giardinetti, che vivono gli stessi disagi.
''Le ferrovie regionali Roma Lido, Roma Nord e Roma Giardinetti non hanno mai goduto di buona salute, considerate di serie B rispetto a metropolitane e linee regionali gestite da Trenitalia. La pandemia ha peggiorato le condizioni generali di viaggio ed ha determinato una situazione in cui la sicurezza dei viaggiatori viene messa a rischio per molte inadempienze del gestore del servizio, Atac e per l'assenza di qualsiasi forma di controllo da parte dell'ente proprietario, Regione Lazio, e del Comune di Roma in quanto proprietario di Atac''.
Ma quali sarebbero le mancanze? Si parte dall'igienizzaizone e sanificazione dei convogli. ''Dall’esame diretto delle superfici dei vagoni dei treni e dallo stato delle griglie e feritoie di captazione e di emissione degli impianti di ricircolo di aria, si deve ritenere che la stessa pulizia e detersione ordinaria delle superfici sia insufficiente, sta scritto nell’esposto''. E ancora: ''Non in tutte le stazioni/fermate del sistema metro-ferro ci sono dispenser di disinfettante per mani; ove installati, sono per lo più inadeguati a un uso massivo''. Poi, come detto, c’è il problema dei treni affollati: ''Non si ha notizia del necessario contingentamento numerico degli accessi alle fermate del metro-ferro''. Delle altre misure di potenziamento del servizio – dall’aumento delle corse in orario di punta ai servizi automobilistici di rinforzo – ''sulle nostre linee ferroviarie regionali ex concesse, noi non ne abbiamo vista alcuna'', continuano i pendolari. Che sulla separazione dei flussi in ingresso e uscita dai mezzi e dalle stazioni, aggiungono: ''I viaggiatori si collocano dove ritengono più opportuno sia in banchina, che in piedi sul treno''. I pendolari lamentano inoltre la mancanza di comunicazione, ''che è un punto essenziale per comunicare le necessarie regole comportamentali nell’utilizzo dei mezzi di trasporto''. E concludono: ''Il gestore ha chiuso tantissimi accessi/uscite possibili di banchine e stazioni; ciò ha portato ad una ingiustificata riduzione delle vie di entrata/uscita e all’allungamento dei percorsi. Sono stati resi inutilizzabili importanti impianti di traslazione delle stazioni e fermate. Coloro che hanno gravi difficoltà deambulatorie, non possono usare stazioni prima accessibili per le modifiche e limitazioni operate ai varchi e percorsi di entrata/uscita''.