ANNO 16 n° 272
Trans aggredite a Castiglione in Teverina sentite dai carabinieri
Giulia a Pomeriggio Cinque dą la sua versione dei fatti: ''Un ragazzo mi ha dato un pugno. La mia amica mi ha difeso, tutti i ragazzi contro di lei'

CASTIGLIONE IN TEVERINA - Sono state convocate martedì scorso in caserma le due trans picchiate sabato scorso a Castiglione in Teverina. I carabinieri stanno lavorando per ricostruire la dinamica dei fatti dai contorni ancora incerti.

Intanto Giulia, una delle due amiche, è stata sentira da Pomeriggio Cinque. In trasmissione ha datola sua versione dei fatti.

“Non è la prima volta che mi capita, purtroppo. Sono proprio abbattuta, tristissima”: queste alcune delle parole pronunciate da Giulia in trasmissione.

Trasmissione che ha sentito anche due donne del posto. Una di loro, che si è detta testimone dell’accaduto, ha dichiarato: “Inveiva contro tutti e non era in sé e non è vero che non c’era nessuno, anzi, erano presenti anche le forze dell’ordine”. Una versione totalmente discordante con quella fornita da Giulia.

“Noi siamo andate in questo paesino – la ricostruzione di Giulia – in un paesino vicino Viterbo, io e un’altra mi amica (Alessia, ndr) con il fidanzato della mia amica. Già da quando siamo scese, noi siamo ragazze transessuali alte e abbastanza visibili, ci hanno insultato anche persone adulte e poi nella discesa si avvicina un ragazzo, facendo apprezzamenti su di me”.

Quindi l'epilogo violento: “Quando l’amico da dietro gli ha urlato e gli ha detto che ero una transessuale, lui mi guarda, mi dà un pugno sul labbro e mi esce sangue. La mia amica per difendermi è intervenuta e tutti gli amici, erano all’incirca una decina, si sono scagliati contro di lei”.

La ragazza ha continuato, fornendo più dettagli: “Siamo state in ospedale tutto il giorno e domani (il 14 agosto, ndr) dobbiamo andare in caserma, che siamo state chiamate. Io comunque sono dovuta tornare a Roma per lavoro e domani tornerò a Viterbo in caserma”.

Giulia ha inoltre espresso amarezza per la presunta ondata di hating ricevuta: “Poi ho letto commenti che mi fanno veramente rabbrividire, perché ci categorizzano come uomini, eccetera. Lo Stato italiano ci ha riconosciuto come donne, perché abbiamo entrambe i documenti identificativi. Abbiamo fatto un percorso per diventare così, non è che ci siamo svegliate una mattina. Leggere quelle cose, essere trattate così è veramente triste”.

Emergono inoltre elementi nuovi sul comportamento tenuto dalle ragazze durante la serata, che a diversi commercianti e titolari di stand della piazza, a cui sarebbero toccati sputi e frasi offensive, è apparso come di sfida. Nella lite sarebbe rimasto ferito anche uno dei sei carabinieri intervenuti per riportare la calma.




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