ANNO 16 n° 273
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Tragedia Aurelia
''Matteo sarai
sempre il nostro eroe''

di Daniele Girardi

VITERBO - Purtroppo anche le tragedie hanno un nome, e questa volta il nome è quello di un giovane ragazzo di Tarquinia, Matteo, aspirante pugile morto in un incidente stradale tre giorni fa sulla statale Aurelia.

Il funerale di oggi è stato l'ultimo momento per i suoi numerosi amici per salutarlo, ed è così che la piazza antistante il Duomo di Tarquinia, chiesa dove si è tenuta la messa, si è facilmente riempita, dato che la cattedrale era anch'essa gremita di persone, parenti e amici, tutti in rigoroso e
rispettoso silenzio.

Silenzio che in questi casi si definisce assordante, tanto è il rumore che il dolore provoca, e che può essere frantumato soltanto dai sentiti applausi che facevano seguito alle parole dello zio, per il quale il proprio sfortunato nipote rimarrà sempre 'un eroe'. Dopo la messa il corteo funebre si è spinto lentamente verso la palestra di pugilato dove Matteo era solito allenarsi, e dove seguiva le orme di suo cugino, già campione, e proprio lì la 'sua canzone' è stata fatta risuonare, riuscendo un'altra volta a rompere il silenzio che accompagna sempre momenti delicati e tragici come questo.

Da lì molte persone se ne sono andate, trascinandosi dietro ricordi e amarezza, mentre molte altre hanno proseguito il loro cammino verso il cimitero, tentando di mantenere il più a lungo possibile il contatto con il loro caro. Lì si è atteso l'arrivo del feretro, che è poi stato accompagnato dalla mesta folla fino al suo loculo, e nuovamente, soltanto gli applausi sono riusciti a rompere quel silenzio che da quelle parti ha la sua dimora preferita. Ma intanto, il nome di questa tragedia è lì, su quella tomba.

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