ANNO 16 n° 267
Traffico illecito di rifiuti tra Tuscia e Campania, sequestrato impianto a Onano e arrestato imprenditore
L'operazione č stata eseguita dai carabinieri del gruppo per la tutela ambientale e la sicurezza energetica

 

Traffico illecito di rifiuti tra Tuscia e Campania, sequestrato impianto a Onano e arrestato imprenditore
L'operazione è stata eseguita dai carabinieri del gruppo per la tutela ambientale e la sicurezza energetica

ONANO - Dalle prime ore di questa mattina, mercoledì 5 febbraio, i Carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, hanno dato esecuzione a numerose ordinanze cautelari personali e reali, nei confronti di un gruppo di imprenditori resisi responsabili di attività organizzata finalizzata al traffico illecito di rifiuti, provenienti prevalentemente dalla regione Campania. Nell'operazione sembrerebbe coinvolto anche un imprenditore di Onano, arrestato, il cui impianto è stato messo sotto sequestro.

L'operazione dei carabinieri

Si tratta di rifiuti prevalentemente industriali, provenienti da Puglia e Campania che, secondo le indagini delle forze dell'ordine sono stati smaltiti illecitamente in terreni o capannoni abbandonati in alcune località della Puglia, Calabria, Campania e Basilicata. Nel mirino della Dda di Lecce, su disposizione del gip, sono finite nove persone, ritenute responsabili a vario titolo del reato di associazione a delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Tutto parte nel giugno del 2023, a seguito di indagini e pedinamenti seguiti a casi di abbandono di rifiuti. Secondo l'accusa la rete dell'organizzazione, attraverso la classificazione fittizia dei rifiuti da parte degli impianti di produzione, la redazione di falsa documentazione indicante siti di destino inesistenti, smaltiva illegalmente non solo rifiuti speciali industriali, ma anche indifferenziata di rifiuti solidi urbani e scarti tessili. Il materiale invece di essere conferito in siti di smaltimento autorizzato, veniva gettato in terreni o capannoni abbandonati.

L'implicazione dell'azienda di Onano sembrerebbe attribuibile, secondo quanto riporta una nota dei carabinieri, alla 'predisposizione di mendace autorizzazione ambientale che attestava, in capo dalla ditta, la disponibilità di un impianto autorizzato al trattamento dei rifiuti'

Nel corso della complessa operazione sono state sequestrate tre società di trattamento e recupero rifiuti di Giugliano (Na), Onano (Vt), San Martino Valle Caudina (Av), con tre capannoni industriali, in Pulsano (Ta) e Cassano allo Ionio (Cs), due terreni agricoli in Villapiana (Cs), 25 automezzi (rimorchio e motrice)




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