ANNO 16 n° 272
Traffico di droga, 27 indagati e 17 arresti
La cocaina e l'eroina servivano a rifornire le piazze di spaccio di Perugia

CASTIGLIONE IN TEVERINA – Un traffico di droga internazionale che serviva per rifornire le piazze di spaccio di Perugia messo in piedi da due menti diaboliche: V. L. di 47 anni originario di Castiglione in Teverina ma con un impiego lavorativo a Orvieto, e F. M. di 40 anni che vive nell'orvietano.

Avevano nomi in codice ed erano pedine importanti per l'organizzazione criminale che gestiva il traffico di droga a Perugia, con ramificazioni che andavano dall'Italia meridionale al Belgio. I due sono finiti nelle maglie degli agenti della polizia del commissariato di Orvieto che collaborando con la polizia di Perugia hanno individuato e arrestato un gruppo di spacciatori di eroina e cocaina.

L'organizzazione era comandata da un gruppo di italiani che gestivano diversi spacciatori africani, nigeriani e magrebini. In totale sono stati 27 gli indagati con 17 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Manuela Comodi. Il reato contestato è quello dello spaccio di stupefacenti in concorso. Il gruppo lavorava in una sorta di ''mutuo soccorso'' in pratica se uno spacciatore non aveva droga, la faceva vendere ad un altro e viceversa. L'operazione è stata chiamata ''Kill shop'' e costituisce, secondo quanto riportato nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Lidia Brutti: ''una delle tranche più importanti delle numerose indagini antidroga svolte nel capoluogo nell'ultimo decennio''. Un provvedimento che ricostruisce precisamente il traffico di droga degli spacciatori magrebini che ''lavoravano'' su Perugia. Tre i punti dello spaccio: stazione di Fontivegge, piazza del Bacio e via del Macello. Ma hanno avuto un ruolo anche Monteluce, Ponte San Giovanni, via Cortonese e via della Pescara.

Secondo quanto scoperto dagli inquirenti l'eroina e la cocaina arrivavano da Napoli, ma sono stati individuati anche canali di approvvigionamento dal Belgio. E proprio il 47enne arrestato a Orvieto, insieme al suo compare, si occupava di gestire i rapporti con i centri di rifornimento di droga di Napoli. Secondo quanto riportato nell'ordinanza: V. L. si occupava personalmente dei trasporti dalla Campania per poi consegnare la droga ai pusher magrebini e italiani. Addirittura il 47enne, che è stato il primo degli italiani arrestati dalla polizia, si avvaleva della collaborazione di ''un'assaggiatrice'', una giovane tossicodipendente di eroina alla quale il giudice ha imposto l'obbligo di dimora. Anche per il 40enne, F. M., è stato disposto l'obbligo di dimora.




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