

ORTE – Cresce la preoccupazione dei pendolari della linea ferroviaria Orte-Roma in vista delle possibili modifiche legate alla regolazione della capacità infrastrutturale sulla Direttissima. I Comitati Pendolari di Orte e della Teverina hanno inviato una lettera all’assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera, chiedendo chiarimenti sulle osservazioni eventualmente presentate dalla Regione in merito alla delibera ART 49/26.
Al centro delle preoccupazioni dei viaggiatori c’è il timore che, una volta conclusi i lavori di ammodernamento infrastrutturale che negli ultimi diciotto mesi hanno causato ritardi, soppressioni e riduzioni del servizio, possano arrivare ulteriori penalizzazioni permanenti per il trasporto regionale.
Secondo i rappresentanti dei pendolari, la delibera introduce criteri per disciplinare i casi in cui la domanda di utilizzo della rete ferroviaria superi la capacità disponibile. Una prospettiva che alimenta il timore di una riduzione delle tracce ferroviarie oggi assegnate ai treni regionali sulla linea Direttissima tra Orte e Roma.
“Temiamo fortemente – scrivono i comitati – che, essendo ormai satura la circolazione sulla Direttissima Orte-Roma, vengano sacrificate le tracce attualmente destinate al pendolarismo interregionale da e verso la Capitale”.
La preoccupazione è legata anche all’imminente apertura del mercato dell’alta velocità a nuovi operatori, tra cui la compagnia francese SNCF. Per questo i pendolari tornano a chiedere con forza la salvaguardia degli spazi di circolazione oggi utilizzati dai treni regionali.
Nella lettera viene inoltre riproposta una richiesta già avanzata in passato: il ripristino del treno regionale 4530 Roma-Viterbo delle ore 17:27 da Roma Termini, instradato sulla linea Direttissima. Secondo i comitati, il ritorno di questo collegamento, eventualmente con una lieve modifica dell’orario, contribuirebbe ad alleggerire l’affollamento dei convogli pomeridiani utilizzati dai lavoratori e dagli studenti diretti verso la Tuscia.
I pendolari chiedono infine alla Regione Lazio di rendere note eventuali osservazioni presentate entro il termine fissato del 19 giugno e di intervenire affinché la nuova regolamentazione non penalizzi ulteriormente il trasporto pubblico locale su una delle tratte più frequentate del territorio.
L’obiettivo dichiarato è quello di garantire continuità e qualità del servizio ferroviario regionale, considerato essenziale per migliaia di cittadini che ogni giorno si spostano tra la provincia di Viterbo e Roma.