ANNO 16 n° 270
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Tra i boschi della Palanzana
La natura si riprende il vecchio ponte romano e il fontanile delle sette cannelle

 

VITERBO - Ci troviamo sulle pendici del Monte Palanzana, il monte simbolo di Viterbo. Ai piedi di questa montagna si estende la Valle dell'Arcionello, un parco naturale amato dai viterbesi, con uno dei percorsi ginnici più frequentati dagli amanti della natura. Questo percorso conduce fino alla vetta del monte, dove si trova la croce. Per raggiungere la croce ci sono diversi sentieri tra cui scegliere: uno diretto, che passa per la Quercia; un secondo sentiero che costeggia la strada provinciale vicino ai meleti; e infine un terzo sentiero che parte dalla Chiesuola di Bagnaia e porta alla cima in circa due ore di cammino.

Lungo quest'ultimo percorso, si incontrano due “reperti” storici dimenticati dai viterbesi, purtroppo in stato di abbandono: il Fontanile delle sette cannelle (o cappelletta) e un antico ponte romano.

 

 

La Storia del Fontanile

L'ultima pulizia del fontanile risale a gennaio 2021, grazie all'iniziativa di un gruppo di volontari di Bagnaia e Viterbo. Dopo il loro intervento, lasciarono un cartello con la scritta 'Noi ci abbiamo messo del nostro, ora tocca a te non sporcare'. Tuttavia, la situazione attuale è ben peggiore, delle sette vasche originarie, solo due o tre sono libere dalla vegetazione. L'erba ha ripreso il sopravvento e l'antico fontanile è di nuovo nascosto dalla natura.

 

(Foto del fontanile appena pulito nel 2021)

 

(Foto del fontanile Agosto 2024)

 

La Storia del Ponte Romano

Proseguendo lungo il percorso verso la croce, ci si imbatte in un antico ponte romano, ora delimitato da una staccionata di legno con un cartello che avverte 'Pericolo'. Un tempo, questo ponte agevolava l'attraversamento di una depressione del terreno, che oggi è necessario superare per continuare il sentiero verso la vetta.

 

Nonostante tutto, questo sentiero rimane l'unica via percorribile a piedi per raggiungere la croce della Palanzana attraverso il bosco di Bagnaia. È davvero un peccato vedere una zona così ricca di storia e natura lasciata in uno stato di abbandono.

 




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