

VITERBO – Due weekend d’autunno con la 38ª Sagra della Castagna e la nona Sagra del Fungo Porcino. Le due manifestazioni si svolgeranno il 17 e 18 e il 24 e 25 ottobre a San Martino al Cimino, con un programma dedicato ai prodotti e alle tradizioni del territorio.

Una tradizione da valorizzare
“Un’iniziativa storica, che ha il sapore e il profumo del territorio”, ha detto la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, sottolineando il valore della manifestazione. L’organizzazione è curata dalla Pro Loco di San Martino al Cimino. “Con la Pro Loco di San Martino ormai c’è uno scambio continuo di idee e collaborazioni”, ha aggiunto Frontini, ricordando l’importanza del lavoro con le associazioni locali per valorizzare il territorio.
Quattro giorni di festa
A presentare il programma è stata Elisa Turchetti, presidente della Pro Loco di San Martino al Cimino. “Siamo alle porte dell’inizio di uno dei periodi più importanti per noi Sorianesi, quello delle due sagre delle nostre specialità del territorio”. Il fulcro sarà la gastronomia: per far conoscere le pietanze della tradizione, la Pro Loco ha coinvolto alcuni ristoratori locali. Nei locali aderenti sarà possibile scegliere un menù completo al costo di 30 euro.
Non mancheranno stand gastronomici, quello della Pro Loco e diverse attività, dai laboratori ai giochi fino agli spettacoli. “Il nostro scopo sarà integrare la didattica ai bambini”, ha spiegato Turchetti, che ha poi aggiunto: “Noi siamo l’unica sagra della castagna che usa la marrone, la più buona, la più dolce. Solitamente è infatti la femmina”.
Anche l’assessore al decentramento Katia Scardozzi ha sottolineato il valore della collaborazione tra amministrazione e Pro Loco: “Una sagra che porta sul piatto tutti i prodotti tipici di San Martino. Ciò permetterà anche di mettere in risalto le attività enogastronomiche di questo comune così vivo. Per noi è un onore stargli vicino e cercare di portare avanti queste tradizioni. Non andiamo a dire qual è la nostra idea di borgo, ma insieme alle Pro Loco del posto costruiamo una strategia ad hoc per valorizzarlo”.
Un dettaglio da controllare con Turchetti: nel testo compare “noi Sorianesi”, anche se la sagra è presentata come quella di San Martino al Cimino. Inoltre, chiarirei la frase sulla “marrone” e sulla “femmina”: così com’è, non si capisce bene a cosa si riferisca.