ANNO 16 n° 274
Torna a Viterbo il processo a Berlusconi
La Cassazione ha annullato il provvedimento del giudice di pace

VITERBO – Il procedimento penale che vede coinvolto l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accusato di diffamazione nei confronti del leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, riparte da zero.

Lo ha stabilito ieri la quinta sezione penale della Cassazione che, accogliendo il ricorso della Procura della Repubblica di Viterbo, ha annullato con rinvio la decisione del giudice di pace di Viterbo che, il 5 ottobre 2010, aveva dichiarato l'ex premier non punibile “avendo agito nell'esercizio della funzione parlamentare”.

La vicenda era iniziata a Viterbo, nel corso della campagna elettorale del marzo 2008. In quell’occasione, l’allora premier, durante un comizio al Palasport, accanto a Giulio Marini, candidato a sindaco della città, affermò davanti ad alcune migliaia di persone, ripreso da varie televisioni che l’ex Pm di mani pulite aveva ottenuto la laurea in giurisprudenza grazie ai servizi segreti, “perché non è possibile – sostenne – che uno che parla così l’italiano si sia potuto laureare”.

Secondo l'avvocato di Di Pietro, Maria Raffaella Talotta: “la decisione della Cassazione segna sicuramente un punto a favore del leader dell'Idv”.

A questo punto il giudice di pace di Viterbo ha due strade da percorrere: sollevare, se possibile, il conflitto di attribuzione davanti alla Consulta affinché stabilisca se il Parlamento, votando la non procedibilità nei confronti dell’ex premier lo abbia sottratto indebitamente al giudizio, oppure prendere atto della decisione e celebrare il processo.




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