

VITERBO - Nella speranza che almeno questo mercoledì Giove Pluvio sia clemente, dopo gli acquazzoni che hanno dimezzato domenica il cartellone degli eventi (forse si ripeteranno il 20), il Comitato del Sacro Fuoco di Bagnaia si appresta al giorno più sentito dell’anno: Sant’Antonio.
Si parte la mattina con il mercato dell’antiquariato, artigianato e prodotti tipici. Alle 17 sfileranno gli sbandieratori e il gruppo storico musicale “Città di Viterbo” più il corteo medievale del borgo stesso. Alle 18.30 finalmente le fiamme prenderanno vita, come solo la tradizione più profonda e radicata vuole. E sotto all’enorme pira è prevista la cena tipica.
Sarà poi la volta del concerto: “Abbiamo fortemente voluto due gruppi popolari, ma di spessore – dice il presidente dell’edizione 2013 Andrea Milioni – un paio di band che ben si possano sposare con la manifestazione. Sarà divertente vederli sul palco, sono sicuro che ci ripagheranno di tutti i sacrifici”.
Aprono la serata i nove elementi della Maleducazione alcolica. Ska band del viterbese che nonostante la giovane età può vantare collaborazioni importanti e una quantità interminabile di live. La robustezza della ritmica e la ricca sezione fiati assicurano un fortissimo impatto, pienamente riscontrabile nel singolo di recente produzione “Tuscia Ska” e nell’album che invece uscirà a giorni Peccati & Sogni.
Toccherà poi ai big, ai cugini (per affinità di stile) Radici nel cemento. Metafora della tradizione e della memoria storica della società. Nati nel lontano ’93 a Roma e tutt’ora sulla cresta dell’onda anche oltre i confini dello Stivale. Un punto di riferimento assoluto del mondo reggae, quello fortemente contaminato ed esplorativo. Una big band che non passa tutti i giorni e che ha veramente segnato un epoca e un movimento. Inutile perfino rimarcare album e successi.
I festeggiamenti si chiuderanno il 17 mattina, con la doppia celebrazione della santa messa (10 e 12) e la benedizione degli animali. A seguire, altra tappa fondamentale, degustazione gratuita di “cavallucci” (tipico biscotto locale) e cioccolata calda.