ANNO 16 n° 268
Tessennano, Italia Nostra denuncia: «Cantiere senza cartelli e territorio devastato»
Pratesi chiede chiarezza sugli sbancamenti lungo la SP14: «La Tuscia ha già dato, la transizione energetica non può trasformarsi in speculazione»

TESSENNANO – Un territorio profondamente trasformato da sbancamenti, alberi abbattuti e lavori che, secondo le segnalazioni dei residenti, procederebbero senza le necessarie informazioni pubbliche. È la denuncia lanciata da Francesco Pratesi, presidente di Italia Nostra Maremma, che chiede di fare piena luce sul cantiere aperto lungo la strada provinciale 14, all'uscita di Tessennano in direzione Arlena di Castro.

Secondo quanto riferito dall'associazione e dai cittadini, da mesi ruspe e mezzi d'opera sono impegnati nella realizzazione di un intervento che avrebbe comportato lo sbancamento di colline e costoni di tufo, l'abbattimento di cerri, frassini, querce e ulivi, l'interessamento di fossi e la quasi totale cancellazione di un antico percorso pedonale. I lavori avrebbero inoltre interessato un'area sottoposta a vincoli idrogeologici, paesaggistici e archeologici, con possibili ripercussioni anche sulla sicurezza della SP14, dove sarebbero state eliminate la banchina e numerose alberature con funzione di consolidamento del terreno.

Al centro della denuncia vi è soprattutto quella che viene definita una grave mancanza di trasparenza. Nell'area del cantiere, sostiene Italia Nostra Maremma, non sarebbe presente il previsto cartello con l'indicazione del committente, dell'impresa esecutrice, del direttore dei lavori, del responsabile della sicurezza, delle autorizzazioni rilasciate e della tipologia dell'intervento. Alcuni residenti avrebbero inoltre segnalato la presenza di mezzi d'opera privi di targa.

«Se queste circostanze fossero confermate – afferma Pratesi – ci troveremmo di fronte a una situazione di eccezionale gravità. Non è accettabile che un intervento capace di modificare radicalmente un territorio proceda senza che i cittadini possano conoscere chi lo ha autorizzato, sulla base di quali valutazioni ambientali e paesaggistiche e con quali prescrizioni».

L'associazione ritiene che il caso di Tessennano debba essere inquadrato nel più ampio contesto dello sviluppo degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili nella Tuscia. Tra i progetti citati figura l'agrofotovoltaico 'Energia dell'Olio', che interessa anche i comuni di Cellere, Canino, Tarquinia e Arlena di Castro e che prevede un'estensione di oltre 100 ettari. Italia Nostra chiede che venga chiarito se il cantiere sia collegato a tali impianti o alle relative opere di connessione elettrica e che venga resa pubblica tutta la documentazione autorizzativa.

Nella nota, Pratesi ricorda come la provincia di Viterbo produca già circa l'80% dell'energia elettrica da fonti rinnovabili del Lazio. «La Tuscia ha già dato – sostiene – e non può continuare a pagare il prezzo della transizione energetica». Secondo il presidente di Italia Nostra Maremma, la concentrazione di nuovi impianti, cavidotti, stazioni elettriche e infrastrutture starebbe determinando un progressivo consumo di suolo agricolo e una trasformazione irreversibile del paesaggio.

«Parlare di transizione ecologica – conclude – diventa un ossimoro quando si abbattono alberi, si alterano gli equilibri idrogeologici e si industrializzano territori di straordinario valore paesaggistico e archeologico. La produzione di energia rinnovabile non può diventare il lasciapassare per qualsiasi intervento».

Infine, Italia Nostra Maremma riferisce che i cittadini avrebbero presentato esposti e segnalazioni ad Asl, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Arpa Lazio, Soprintendenza, Provincia di Viterbo e Carabinieri Forestali, senza aver ricevuto, al momento, riscontri formali. L'associazione chiede quindi alle istituzioni di verificare quanto denunciato e di fornire risposte pubbliche sulla regolarità dei lavori in corso.




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