

VITERBO - Acqua agitate nel Pd di Montalto. In 150 riconsegnano la tessera nelle mani de segretario provinciale Andrea Egidi. La scelta in seguito ad una profonda differenza di vedute con il segretario stesso.
Elisabetta Bronzetti, infatti, contesta le vicende avvenute nel congresso straordinario del pd locale: “Dopo che la Commissione viterbese per il congresso - si legge in una nota inviata alla stampa - aveva deliberato ad ampissima maggioranza la vittoria di Elisabetta Bronzetti e l’esclusione dell’altra lista per i gravi atti compiuti dal suo candidato Segretario, lo stesso ha fatto ricorso alla Commissione di Garanzia Regionale che ha provveduto, in attesa della pronuncia prevista per il prossimo 14 novembre, all’immediata sospensione della decisione maturata a livello provinciale, contraddicendo di fatto la Commissione viterbese. Valericordare che tra i firmatari del ricorso spiccano proprio le firme dei consiglieri di minoranza Carai e Brizi''.
Sono le vicende degli ultimi tempi - dalle amministrative al congresso - che secondo Bronzetti hanno allontanato i 150 dissidenti dal partito: ''Non ci riconosciamo più nel quadro che si è venuto a creare – affermano - abbiamo ostinatamente confidato che un rinnovamento radicale dei modi e delle prassi del nostro circolo potesse riavvicinarci al nostro popolo. Un rinnovamento che partisse dal circolo e si propagasse anche alla nostra rappresentanza in Consiglio Comunale, superando le resistenze che gli avevano impedito di dispiegarsi compiutamente prima delle elezioni poi malamente perse. Nostro malgrado, a distanza di mesi e – continuano - , nonostante l’impegno solo a parole della Segreteria Provinciale guidata ancora da Andrea Egidi, non abbiamo trovato né risposte, né una qualsiasi forma di sensibilità''.
L’altra critica è vero la ''farsa'' del congresso: ''Le ragioni della nostra condotta – dice Bronzetti – sono state offuscate dall’atteggiamento di dirigenti che, pur di salvare posizioni di rendita ormai insostenibili, non si sono fatti scrupolo di legittimare atti scellerati e privi di qualsiasi logica''.
Bronzetti critica l’atteggiamento del partito e soprattutto valuta negativamente l’operato del Pd che ''ha preferito alimentare l’esistenza di pericolose lotte interne - continua il testo della missiva - e in questo modo bruciare le tante energie dei giovani del Partito Democratico, con il solo fine di mantenere uno status quo dannoso al Partito e al Paese. Crediamo, ed il nostro radicamento sul territorio ce lo conferma, che fossero altre le risposte che i cittadini si aspettassero da noi e dal nostro agire''.
Quindi la stilettata e la decisione di autosospendersi ''augurandoci che il Partito Democratico sappia cambiare per tornare ad essere la nostra sola casa politica''.