

VITERBO – 43 dipendenti su 103 delle Terme dei Papi messi in cassa integrazione in deroga fino al 30 settembre. Lo stabilimento che rappresenta l’eccellenza del viterbese, infatti, è in crisi nera. Alcuni settori, soprattutto quelli relativi all’estetica, infatti, hanno subito un calo superiore al 60 per cento rispetto allo scorso anno.
La famiglia Sensi, proprietaria dell’impianto, conta di ottenere il sostegno degli ammortizzatori sociali fino alla fine dell’anno, in modo da superare questa fase, far ripartire le prenotazioni e riprendere tutto il personale. L’azienda ha richiesto un incontro con i sindacati per trovare una soluzione per mantenere i dipendenti e consentire la riorganizzazione. L’accordo tra sindacati e proprietà è stato firmato ieri e lanciare un appello all’amministrazione comunale è la Cisl. “Le Terme dei Papi – ha spiegato Fortunato Mannino (Cisl) – rappresentano un settore d’eccellenza per Viterbo che se va in crisi allora significa che siamo messi male. Mi auguro che il Comune si attivi il prima possibile per riaprire finalmente le ex Terme Inps e investire così nel settore”.
Se lo stabilimento termale è in crisi significa che nessun settore è immune, considerando che il termalismo viene di continuo tirato in ballo per rilanciare l’economia. “Basta parlare di termalismo solo in campagna elettorale – ha continuato Mannino –, mi auguro che il sindaco Michelini convochi al più presto un tavolo sul recupero delle terme, non escludendo il ricorso a fondi europei”.