ANNO 16 n° 268
Tentato omicidio: l'aggressione a Rapisarda fu premeditata
Giancarlo Santagati, arrestato ieri a Vetralla, avrebbe effettuato dei sopralluoghi prima di colpire il dirigente del ministero delle Infrastrutture

VITERBO - Non un'aggressione casuale, d'impeto ma un agguato premeditato. Giancarlo Santagati, il 55enne arrestato ieri dai carabinieri per tentato omicidio e rapina, avrebbe studiato nei dettagli l'aggressione a l’ingegnere Federico Vittorio Rapisarda, provveditore regionale per Lazio, Abruzzo e Sardegna, uno dei più alti dirigenti del ministero delle Infrastrutture, vicino al ministro Salvini.

Secondo gli investigatori, infatti, Santagati avrebbe effettuato vari sopralluoghi prima del 4 ottobre scorso, giorno in cui Rapisarda è stato massacrato a bastonate da un uomo con il volto parzialmente travisato da una mascherina nell'androne della sua abitazione a Roma, a pochi passi da piazza di Spagna.

Il suo aggressore, che si era finto un elettricista che doveva fare degli interventi su un quadro elettrico, lo ha colpito prima alla testa, poi una volta in terra, ha continuato a infierire con almeno altre venti bastonate prima di lasciarlo quasi esanime e fuggire con il suo zainetto.

Federico Vittorio Rapisarda è stato diverse settimane in ospedale prima di riprendersi.

Dall'esame di sistemi di videosorveglianza della zona e dall'ascolto di alcune persone, gli investigatori hanno ricostruito il percorso effettuato dall'aggressore il giorno del fatto e di raccogliere a carico di Giancarlo Santagati ''un rilevante e univoco quadro indiziario''. L'uomo da ieri è rinchiuso nel carcere di Mammagialla.

Non si conoscono ancora le motivazioni dell'aggressione.




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