ANNO 16 n° 274
Tentato omicidio di Capranica, la parola ai periti
Ripreso il processo a carico dell'ex poliziotto

di Andrea Stefano Marini Balestra

CAPRANICA - Le coltellate ci furono, ma non furono mortali. Questo in buona sintesi il nodo del processo a carico di Alberto Aniello, ex poliziotto, accusato di tentato omicidio, ma ora tornato in libertà per scadenza della carcerazione preventiva. Infatti, il Tribunale di Viterbo in composizione collegiale, dove la causa è incardinata, nella ultima udienza ha sentito i periti nominati: Roberto Bigiotti e Giorgia Ciancolini che hanno riferito nei loro elaborati la capacità psichica dell’imputato e la gravità delle ferite inferte alla parte offesa.

A Capranica il 29 gennaio del 2021 nel corso di una violenta lite domestica, un uomo, l’imputato Aniello, colpì con un coltellaccio la convivente polacca 54enne. La donna, costituita parte civile, difesa dall’avvocatessa Portelli, venne raggiunta alla schiena da 3 coltellate, ma comunque seriamente ferita, guarì.

L’accusa per l’uomo di tentato omicidio formulata dalla sostituto procuratore Capezzuto viene però contestata dalla difesa dell’imputato (avvocato Centrone e avvocatessa Ambrogi) perché l’uomo incapace di intendere e volere, così come pure non escluso da una perizia specifica.

Dal canto suo, il perito di parte della difesa, ha riferito che le coltellate inferte alla vittima non erano mortali, ma a detta della consulente della Procura lo potevano anche essere solo ''in astratto''.

Sul dubbio, quindi, che l’azione dell’imputato sia stata quella di uccidere o solo ferire la donna per ritorsione alla sua volontà interrompere la relazione e che anche egli fosse mentalmente lucido quel giorno, il processo proseguirà per l’ulteriore istruttoria il prossimo 6 dicembre.




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