ANNO 16 n° 268
Tassa di soggiorno a Tarquinia, Confcommercio e Confesercenti chiedono lo stop: “Mancato confronto con le imprese”
“Iter irregolare e rischio caos per le strutture ricettive nel 2026”.

TARQUINIA - Si accende la polemica sulla proposta del Comune di Tarquinia di introdurre, a partire dal 2026, la tassa di soggiorno. Confcommercio Lazio Nord – Viterbo e Confesercenti Viterbo esprimono forte contrarietà, denunciando la totale assenza di concertazione e chiedendo la sospensione immediata dell’iter di approvazione.

In una lettera indirizzata al Sindaco, ai Consiglieri Comunali e agli uffici competenti, le due associazioni di categoria sottolineano come l’Amministrazione non abbia rispettato quanto previsto dal D.Lgs. n. 23/2011, che impone la consultazione delle organizzazioni maggiormente rappresentative del settore turistico prima dell’introduzione di una simile misura. La mancata convocazione di tale confronto – evidenziano Confcommercio e Confesercenti – rappresenterebbe un vizio procedurale in grado di compromettere la legittimità della delibera comunale.

Oltre agli aspetti formali, le associazioni richiamano l’attenzione anche sulle difficoltà pratiche che deriverebbero da una decisione così repentina. Le strutture ricettive, infatti, pianificano con largo anticipo contratti e tariffe: introdurre un nuovo tributo a programmazione già definita rischierebbe di creare gravi disagi gestionali ed economici.

Confcommercio e Confesercenti chiedono quindi la sospensione del procedimento e l’apertura di un tavolo di confronto con l’Amministrazione comunale. L’obiettivo – concludono – è individuare una soluzione condivisa che rispetti le norme vigenti, garantisca il coinvolgimento delle categorie interessate e salvaguardi la competitività del comparto turistico di Tarquinia.




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