


TARQUINIA – Dopo il ritorno dello scorso anno, a 25 anni di distanza dall'ultima edizione, la Festa dell'Unità torna per il secondo anno consecutivo a Tarquinia. L'appuntamento, organizzato dal Circolo Pd “Domenico Emanuelli”, è in programma dall'11 al 13 settembre nel giardino di Piazzale Europa, in viale Luigi Dasti.
La manifestazione prenderà il via venerdì 11 settembre alle ore 18 e proporrà per tre giorni un programma fatto di incontri politici, dibattiti, momenti di confronto, gastronomia, musica e spettacoli.
L'obiettivo degli organizzatori è quello di riportare la Festa dell'Unità al centro della vita politica e sociale della città, offrendo uno spazio aperto per discutere delle principali questioni che riguardano Tarquinia e, più in generale, delle sfide che interessano il territorio, l'Italia e il contesto internazionale.
«La Festa dell'Unità è un momento identitario del nostro circolo – afferma la segretaria del Circolo “Domenico Emanuelli”, Anna Maria Vinci –. Tanti volontari stanno lavorando in queste settimane per organizzare la manifestazione, dalla parte logistica alla costruzione del programma».
Nel corso delle tre serate sono attesi amministratori locali, esponenti politici del territorio e rappresentanti delle istituzioni. Gli appuntamenti politici saranno accompagnati da momenti di intrattenimento, con musica e spettacoli.
Un ruolo importante sarà affidato anche ai Giovani Democratici, che hanno contribuito all'organizzazione di alcune delle iniziative in programma. Il circolo ha voluto ringraziare in particolare Mattia Argentini, segretario dei GD, e tutti i giovani impegnati nella manifestazione.
«Vogliamo che la Festa dell'Unità sia uno spazio di partecipazione – conclude Vinci – capace di rafforzare la presenza del Partito Democratico a Tarquinia. Invitiamo tutti a partecipare con tanto entusiasmo, che è anche quello nostro nell'organizzare l'evento».
Per il Circolo Pd “Domenico Emanuelli”, la tre giorni rappresenta dunque un'occasione per tornare a incontrare la cittadinanza, confrontarsi sui temi del territorio e consolidare una tradizione che, dopo un quarto di secolo di assenza, è tornata a vivere a Tarquinia.