ANNO 16 n° 266
Tarquinia, la città piange la scomparsa di Maria Bonghi Jovino
Sposetti: “Il suo rigore scientifico e la passione per la ricerca restano un patrimonio prezioso per la comunità e per le generazioni future”

TARQUINIA – Nella giornata di ieri, marted’ 23 dicembre, è scomparsa l'archeologa Maria Bonghi Jovino.

Professoressa ordinaria all'Università degli Studi di Milano, Maria Bonghi Jovino ha legato in modo indissolubile il suo nome a Tarquinia, dirigendo fin dal 1982 e per molti anni gli scavi sul pianoro della Civita. Un lavoro scientifico di straordinaria rilevanza che ha portato alla definizione del Complesso monumentale della Civita e allo sviluppo del celebre 'Progetto Tarquinia', oggi riconosciuto a livello mondiale per il contributo determinante offerto alla conoscenza della civiltà etrusca lungo un arco cronologico di circa dieci secoli. Tra le scoperte più significative si ricordano i celebri bronzi votivi – lo scudo, il lituo e la scure – simboli del potere sacro e politico di Tarquinia, testimonianze fondamentali della storia e dell'identità della città.

'Abbiamo appreso con profondo dolore la notizia della scomparsa della professoressa Maria Bonghi Jovino, cittadina onoraria di Tarquinia dal 2007, eminente studiosa e figura di riferimento internazionale nel campo dell'etruscologia e dell'archeologia Italica'. Lo affermano il sindaco Francesco Sposetti e l'assessore alla cultura Roberta Piroli.

'La città perde una studiosa di altissimo profilo e una persona che ha contribuito in modo determinante a farne conoscere la storia – afferma il primo cittadino -. Il suo rigore scientifico, la passione per la ricerca e il profondo legame con Tarquinia restano un patrimonio prezioso per la comunità e per le generazioni future'. 'Tarquinia non ha solo beneficiato della sua competenza scientifica, ma ha accolto nel tempo anche il suo spirito curioso e appassionato – dichiara l'assessore Piroli -. A nome di tutti coloro che amano la storia, la cultura e la nostra città, vogliamo esprimere gratitudine per l'eredità che ci lascia, fatta di scoperte, di libri, di testimonianze e di amore per Tarquinia'.




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