ANNO 16 n° 272
Tarquinia, inquinamento della foce del Marta: notificati diversi avvisi di garanzia
L'inchiesta nasce da un esposto del sindaco Giulivi, nel mirino le aziende che si occupano di depurazione

TARQUINIA - Una serie di avvisi di garanzia per l'inquinamento della foce del Marta a Tarquinia sono stati emessi dalla procura di Civitavecchia. I provvedimenti sono stati notificati ieri mattina dai carabinieri forestali ai vertici di Talete Spa, alle aziende che si occupano della depurazione delle acque del fiume ad alcuni amministratori.

Le indagini sono partite da un esposto che era stato presentato dal sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi, alla fine di luglio dello scorso anno quando Legambiente aveva diffuso i dati di inquinamento delle acque antistanti la foce del Marta. L'esposto faceva riferimento a quanto riportato da alcune testate televisive secondo cui Goletta Verde di Legambiente avrebbe riscontrato fortemente inquinata la Foce del Marta a causa di scarsa o assente depurazione. Una circostanza che, qualora fosse supportata dalle analisi dell’Arpa, costituirebbe un danno ambientale, come ha rilevato Giulivi nel ricorso.

In particolare le analisi di Goletta Verde avrebbero evidenziato la presenza nel fiume Marta di batteri di origine fecale considerati un marker specifico di inquinamento dovuto a scarsa o assente depurazione.

Il sindaco Giulivi contestava quindi il funzionamento dei sistemi di bonifica delle acque ex Cobalb nel comune di Marta (da dove il fiume nasce) e quelli dei depuratori alle porte di Viterbo, da cui dipende la depurazione degli scarichi nel fiume Urcionio, tra gli affluenti.

La Procura della Repubblica di Civitavecchia ora ha chiesto di effettuare analisi circostanziate e ha fatto notificare gli avvisi di garanzia a ognuna delle parti in modo che tutte possano partecipare attraverso i propri periti.




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