

VITERBO – (aml) L’amministrazione Michelini, in questo ultimo scorcio di legislatura, si avvia a salutare i cittadini e lo fa aumentando la Tari. La tassa sui rifiuti cresce di un 15% con l’approvazione della maggioranza e il voto contrario delle forze di opposizione.
Intanto in centro ai cumuli di spazzatura, che da sabato scorso giacciono in strada contrassegnati con il bollino rosso dello smaltimento irregolare, si aggiungono ogni giorno ulteriori sacconi e sacchetti. In Formula 1 usano i pneumatici per limitare la violenza di un eventuale urto, a Viterbo gli automobilisti possono usufruire della spazzatura per evitare di sbattere contro gli spigoli degli edifici. Visto che le collinette di rifiuti solitamente vengono erette agli angoli delle strade.
Il sindaco Leonardo Michelini, consapevole dell’impatto che la notizia dell’aumento della Tari avrà sui cittadini, tiene a puntualizzare che a Viterbo il costo del servizio della raccolta differenziata è inferiore del 30% rispetto allo standard nazionale. ''Se qualcuno ha visto la puntata di ieri di Report il servizio della differenziata da noi costa il 54-55% in meno rispetto ad altre città, a Viterbo la Tari si attesta in media sui 140 euro contro i 260 di altri comuni''.
Rammenta anche come nella scorsa seduta consiliare siano stato approvate le linee guida per il bando del nuovo appalto tutte incentrate sul miglioramento e su una maggiore qualità del servizio. E l’incremento della tassa si inserisce nell’ottica di un ''giusto rapporto tra qualità e servizio''.
“Abbiamo ereditato l’attuale contratto ma in questi anni lo abbiamo migliorato, soprattutto per quanto riguarda le isole di prossimità” rivendica.
Michelini motiva la crescita dell’imposta anche con la creazione di un fondo di garanzia. ''L’11-12% del 60 percento di questo aumento è destinato a un fondo per tutelare il Comune da eventuali rischi futuri''. Il riferimento è al contenzioso aperto dalla Viterbo Ambiente, attuale gestore del servizio di igiene urbana, nei confronti di Palazzo dei Priori per 9 milioni di euro.
''Le risorse destinate al fondo di garanzia non andranno in tasca a chi gestirà il nuovo appalto e, qualora non dovesse servire, – rimarca il sindaco – potrebbe essere utilizzato per rivedere la percentuale applicata alla Tari''.