

VITERBO – (f.l.) Si è svolta ieri presso il tribunale di Viterbo la prima udienza per l’ammissione delle prove che andranno ad incardinare il processo dell’inchiesta Als Rm – H, che vede sul banco degli imputati Luciano Mingiacchi, ex direttore generale della Asl Roma H, Patrizia Sanna, ex dirigente del servizio informatico del complesso e Riccardo Perugini, socio della Isa Spa (Società servizi informatici). I tre sono accusati di aver incassato tangenti per favorire la Isa, la società che si aggiudicò l’appalto della gestione dei servizi informatici della Asl di Roma e di quelle di Viterbo (quest’ultima rappresentata da Ferdinando Selvaggini arrestato insieme a Mingiacchi e Sanna, ndr) per quasi un milione di euro. Perugini, dei tre alla sbarra, è l’unico viterbese. L’inchiesta Asl Rm-H prese avvio nel 2010 quando venne scoperto il giro di tangenti che, secondo l’accusa, ruotava intorno a Sanna e Mingiacchi.
Entrambi devono rispondere di corruzione aggravata per atti contrari ai doveri del proprio ufficio, reati per i quali finirono in manette rispettivamente a luglio e settembre 2010. Ieri, dopo due anni di continui rinvii, si è svolto il primo step del processo con la costituzione di parte civile delle Asl di Roma, Viterbo e Rieti davanti al collegio composto dai giudici Maurizio Pacioni, Eugenio Turco e Michele Romano. Parti civili cui si è opposta la difesa di Mingiacchi, rappresentato dagli avvocati Fausto Maria Amato e Antonio Rizzello, che, nel corso della prossima udienza, solleverà l’eccezione riguardo l’incompatibilità territoriale della procura di Viterbo per il caso in questione. La seduta è stata aggiornata al 17 luglio prossimo.