ANNO 16 n° 274
Talotta esprime solidarietą
a Claudio Petrella
'Stava per rimetterci la salute per difendere un proprio diritto'

Il consigliere comunale dell'Udc Talotta esprime la sua solidarietà a Claudio Petrella, il geometra che ha protestato in Consiglio comunale ed è poi svenuto.  

''Dopo la triste vicenda del sig. Petrella e l’infelice episodio accaduto all’interno del Consiglio Comunale di Viterbo l’altro giorno, mi sento particolarmente stimolato ad esternare alcuni commenti che l’argomento sicuramente merita.

Intanto, devo confessare che le forti rimostranze del cittadino Petrella mi hanno colto di sorpresa perché in quasi tutte le riunioni del Consiglio Comunale, per lo più si nota l’assenza del “popolo”, o meglio, di quei cittadini i quali, visto come vanno le cose, avrebbero buoni motivi per assistere alle sedute e rendersi conto di come si governa la propria città.

Il gesto così clamoroso ed adirato di una persona che, a gran voce, reclama i suoi diritti e la sua dignità di uomo, è semplicemente il risultato di una esasperazione che, incidendo anche sul proprio stato di salute, non può risolversi con una semplice alzata di spalla ma, al contrario, per coloro che sono chiamati a svolgere un mandato istituzionale, deve porre seri interrogativi ed una premurosa riflessione su taluni comportamenti gestionali ed amministrativi, per riportare la visione politica esclusivamente nell’interesse primario del cittadino utente.

Osservare questa persona colta da malore per la passione con la quale ha condotto la sua singolare rimostranza, peraltro accompagnata da una serie di gravi accuse al Consiglio Comunale, sembra impersonare il destino di tanti uomini che, in questa Italia libera, democratica ed antifascista, si ritrovano nei panni di “sudditi” per le sciagurate condizioni in cui versano nei loro bisogni sanitari, sociali, umani e civili.

Di seguito a questo miserevole avvenimento, ognuno per il ruolo e la responsabilità che riveste nell’ambito della politica nazionale e territoriale, deve necessariamente rivedere comportamenti e consapevolezze, affinché la propria operosità sia garanzia dell’interesse dello Stato e del Popolo Sovrano, piuttosto che asservirsi alla rendita personale, al potere delle cricche, degli amici e dei furbetti del quartierino''.




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