ANNO 16 n° 273
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Talete: sit-in dei lavoratori in Provincia
''Vogliamo salvaguardare il lavoro e ci aspettiamo delle risposte certe''

VITERBO - Sit-in dei lavoratori della Talete ieri mattina davanti palazzo Gentili dove era in corso l'assemblea dell'Ato. Tutti preoccupati del futuro dell'azienda e, di conseguenza, del loro posto di lavoro.

''Siamo qui - ha spiegato Paolo Anselmi - per salvaguardare il lavoro e la verità. Nel piano industriale di Talete nel 2004 erano previste 256 unità di personale, oggi siamo 123. Con un organico a metà, i lavoratori con sacrificio, dedizione e senso del dovere, garantiscono ogni giorno il servizio in un'area anche molto vasta, che va da Proceno a Magliano Romano. E' questo è un dato oggettivo''.

Per Anselmi c'è poi una questione di carattere generale: ''i proprietari di Talete sono i Comuni, i sindaci. A suo tempo fecero la scelta del sistema in house. E' curioso che alcuni Comuni che hanno fatto quella scelta ancora devono cedere il servizio. I sindaci hanno potere di veto e di voto sulle questioni di gestione''.

''Ora non si riesce a capire la volontà dei Comuni - prosegue Paolo Anselmi - nel corso del tempo alcuni Comuni hanno detto ''no'' a questo, ''no'' a quello, ma al di là del ''no'',  non sono state fatte proposte vere, operative, funzionali, finite che diano un seguito alla gestione del servizio idrico e agli stipendi dei lavoratori'' 

''E’ curioso che oggi (ieri ndr) - prosegue il lavoratore - il Comune che ha la maggioranza delle quote (Viterbo) oggi non ci sia. E' grave che oggi non ci sia. Potrebbe e dovrebbe stare qui per dire che è d'accordo per... o non è d'accordo per... e dovrebbe avanzare se non è d'accordo con le ipotesi fatte, la soluzione. Continuiamo a dire no. Benissimo. Ma aspettiamo la manna dal cielo?''




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