


ACQUAPENDENTE - “Si sta forse programmando la svendita delle quote di Talete alle multinazionali” Questo si chiede il Consigliere Comunale di Acquapendente Solange Manfredi a poche ore dell’inizio della importante assise istituzionale.
“A dieci anni dal referendum del 2011 sull’acqua pubblica – sottolinea - si torna a parlare dell’ingresso di privati nella Talete. La motivazione, secondo l’amministratore unico, risiederebbe nella necessità di effettuare investimenti per oltre 300 milioni ma, mentre nessun piano industriale risulta giustificare questa idea, le analisi dello Special Rapporteur delle Nazioni Unite nel 2020 spiegano che l’argomento dei debiti e degli investimenti servono a favorire l’ingresso degli speculatori, che non verseranno, ma incasseranno denaro in danno delle popolazioni stremate; in Italia gli investimenti vanno in tariffa per legge e aprire ai privati significa far salire le bollette senza la garanzia di un risultato.”
“È incredibile – afferma la coordinatrice per il Lazio del MovimentoBlu – che davanti alla chiara analisi delle Nazioni Unite, ancora si parli di cedere quote ai privati, che altro non significa che cedere l’acqua a multinazionali, come la Suez e la Veolia, che hanno già occupato gran parte delle fonti e delle gestioni del mezzogiorno.
“La popolazione è stremata economicamente dalla crisi da Covid – continua – e i Sindaci danno mandato per valutare di far entrare nella gestione dell’acqua, la risorsa strategicamente più importante per il territorio, e il cui controllo è un problema di sicurezza nazionale, a speculatori stranieri? Sarebbe un tradimento delle comunità che rappresentano”.
“Far cadere la responsabilità della privatizzazione della Talete sull’amministratore – dichiara Solange Manfredi - non salverà i Sindaci, che hanno avuto la disponibilità del maggiore esperto di acqua pubblica, ma l’hanno rifiutato”