


VITERBO – La difficoltà nel trovare una nuova governance per Talete, dopo la mancata riconferma dell’amministratore unico Salvatore Genova e lo stallo registrato nell’assemblea dei soci, riporta al centro del dibattito politico della Tuscia non soltanto il tema dei vertici della società, ma soprattutto quello del suo futuro.
A intervenire è la Segreteria provinciale di Sinistra Italiana, che invita a non considerare definitiva la scelta di cedere il 40% di Talete a un soggetto privato. Per il partito, infatti, le difficoltà emerse nella gestione della società rappresentano l'occasione per una riflessione più ampia sulle prospettive del servizio idrico.
Talete è attualmente una società interamente pubblica. Da anni, sottolinea Sinistra Italiana, l'ingresso di un socio privato viene indicato come una possibile soluzione per reperire risorse, sostenere gli investimenti e accompagnare il risanamento finanziario. Ma proprio nel momento in cui la procedura per l'individuazione del partner privato è segnata da ricorsi e contenziosi e, di fatto, si trova in una fase di stallo, il partito ritiene necessario fermarsi e valutare nuovamente tutte le opzioni.
Secondo Sinistra Italiana, infatti, la questione non può essere affrontata guardando esclusivamente all'emergenza economica della società. A pesare sul futuro del servizio idrico ci sono anche i cambiamenti legati alla crisi climatica, con periodi di siccità più frequenti, precipitazioni irregolari e una crescente pressione sulle risorse idriche.
Uno scenario che, secondo il partito, riguarda direttamente anche la Tuscia e che nei prossimi decenni potrebbe richiedere investimenti significativi per ridurre le perdite delle reti, tutelare le fonti, monitorare le falde, modernizzare gli acquedotti e migliorare l'efficienza energetica degli impianti.
Da qui la domanda posta da Sinistra Italiana: non si tratta soltanto di stabilire quanto valga oggi il 40% di Talete, ma di interrogarsi su quale sarà il valore strategico dell'acqua della Tuscia nei prossimi dieci, venti o trent'anni.
Il partito propone quindi un confronto tra due scenari: da una parte l'ingresso di un socio privato con una concessione trentennale, dall'altra la possibilità di mantenere Talete interamente pubblica, procedendo al risanamento e alla ricapitalizzazione della società e utilizzando le risorse europee, nazionali e regionali disponibili.
Per Sinistra Italiana, prima di assumere una decisione destinata a incidere sul servizio idrico per i prossimi trent'anni, sarebbe necessario mettere a confronto costi, investimenti, ricadute sulle tariffe, garanzie sul controllo pubblico e risultati attesi sul fronte della riduzione delle perdite e della tutela delle risorse idriche.
“Prima di privatizzare, confrontiamo le alternative” è, in sostanza, l'appello lanciato dal partito, che chiede un piano industriale trasparente, obiettivi verificabili e un confronto pubblico sul futuro della società.
La difficoltà attuale nel definire la governance di Talete, secondo Sinistra Italiana, non dovrebbe dunque diventare il motivo per accelerare una scelta già avviata, ma l'occasione per riaprire la discussione.
Perché, conclude la Segreteria provinciale, l'acqua non può essere considerata una società come le altre: è una risorsa essenziale e un bene comune, destinato ad assumere un valore strategico ancora maggiore di fronte alle sfide poste dalla crisi climatica.