ANNO 16 n° 272
Talete, il giorno della veritą...forse
Attesa per l'assemblea dei soci, all'ordine del giorno gli aumenti tariffari

VITERBO - E' il giorno della verità: l'assemblea dei soci di Talete oggi è chiamata a decidere sul rincaro della bolletta. All'ordine del giorno della riunione, che si terrà a partire dalle 11 in Provincia, c'è infatti ''l'istanza di revisione tariffaria straordinaria''. Non prima delle comunicazioni del presidente Bossola e dell'informativa sull'andamento aziendale al 31 ottobre. La situazione debitoria della società è nota da tempo: si parla di circa 40 milioni di debiti. Già ad ottobre Bossola ha dato l'aut aut ai sindaci: o si ricapitalizza o entrano i privati o si portano i registri in tribunale. L'ulteriore aumento delle bollette potrebbe essere necessario a ottenere da Arera il famoso prestito da 35 milioni di euro per sanare i conti.

Già a fine 2018, con il voto - tra gli altri- del Comune di Viterbo, furono aumentate le bollette proprio con la giustificazione che così facendo si sarebbero date le garanzie ad Arera per la concessione del prestito che non è mai arrivato. 

''Il santaro - ha detto in sindaco Arena in consiglio comunale lo scorso 12 dicembre - si frega una volta sola. L'ultima volta su rassicurazione del cda Talete, c’è stato detto che l’ultimo aumento del 7,5% sarebbe stato l’ultimo''. Ma oggi si ripropone una situazione fotocopia. 

Non c'è chiarezza sull'ammontare degli aumenti: una prima ipotesi parla di un aumento dell’85% per il 2020 che poi dovrebbe scendere negli anni successivi; la seconda un aumento del 2% che si andrebbe ad aggiungere al 7,5% dello scorso anno portando la tariffa al 9,5% per i successivi 6 anni. Ma non sarebbe tutto: Talete punterebbe anche a quadruplicare il deposito cauzionale che passerebbe così da 57 euro a 200.

Salvo ulteriori rinvii per mancanza del numero legale, i sindaci dei Comuni maggiori azionisti dovrebbero votare contro. 

A Viterbo c’è un ordine del giorno che impegna il sindaco a votare no ad aumenti tariffari. Così a Civita Castellana.

Possibilista, invece, il sindaco di Tarquinia. Giulivi nell'ultimo consiglio comunale ha detto che ''eventuali aumenti delle bollette devono essere finalizzati non a raddrizzare i conti ma a mettere in campo degli investimenti che consentano in primis di eliminare le perdite d’acqua di una rete colabrodo''.

Intanto il Comitato non ce la beviamo, ha già chiesto ai sindaci di ''non assumere alcuna decisione in seno all’assemblea'' e di sollecitare il presidente dell’Ato a convocare una riunione per discutere un nuovo modello di gestione del servizio idrico. Oggi sarà in Provincia, insieme ai cittadini che dovrebbero arrivare anche da altri comuni della Tuscia, per ribadire le sue posizioni.

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