ANNO 16 n° 273
La protesta dei lavoratori Talete
Talete, i sindacati sospendono lo sciopero
Ma il livello di guardia resta alto

I sindacati dei lavoratori Talete hanno sospeso lo stato di agitazione per contrastare le decisioni unilaterali del precedente consiglio d'amministrazione. ''Tale decisione è scaturita dalla volontà palesata dal presidente Stefano Bonori di riprendere, entro la fine di ottobre, un confronto con i rappresentanti dei lavoratori'' spiegano in un comunicato inviato alla stampa.

Le preoccupazioni avanzate dal sindacato sono state quelle relative al funzionamento dell’azienda, in particolare sulla definizione di un piano industriale sostenibile, definizione di un organigramma che rispondesse a logiche di corretta ed efficiente gestione del servizio, limitazione dell'appalto con conseguente recupero delle attività che possono essere gestite dal personale interno, presidio del territorio sul piano tecnico e amministrativo, come affrontare le difficoltà economico finanziarie di Talete: ''Tutte problematiche in essere da anni - proseguono i sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil e Cisal - e per le quali anche le istituzioni, i comuni soci dell'azienda idrica, la Provincia di Viterbo e la Regione Lazio, non hanno saputo o voluto veramente affrontare e risolvere. Sosteniamo questo poiché, a differenza di altri enti gestori del servizio idrico nella Regione Lazio, Talete è una Azienda totalmente Pubblica di proprietà dei comuni e i sindaci sono i diretti responsabili''.

I sindacati prendono atto del nuovo corso poichè ''tale nuova impostazione, certificata per altro anche dalle associazioni dei consumatori, ci permette di affrontare con più forza il confronto con gli enti locali prima fonte di preoccupazione dei dipendenti stessi per la reiterata mancanza di determinazioni rispetto la situazione in cui versa il servizio idrico. Ben venga quindi anche l’ipotetica certificazione del bilancio da parte di una società esterna tesa a conoscere finalmente la reale situazione, in modo da pianificare un’attenta e risolutiva strategia operativa. Rimaniamo in attesa di conoscere il piano industriale, iniziando un confronto fin dall’incontro del 4 novembre, teso a definire scelte organizzative e di risanamento dell'ente volto a migliorare il servizio. Resta inteso  - cncludono - che in caso di ritardi e o mancati pagamenti degli stipendi, di cui si sente parlare da mesi, nonché da confronti con la nuova presidenza inconcludenti i lavoratori si vedranno costretti, loro malgrado, ad attivare forti iniziative di protesta''.




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