ANNO 16 n° 275
Taglia: “Riaccendiamo i riflettori sull’agricoltura del litorale''
“Con Giulia Bongiorno e gli alleati dell’Udc, noi di Futuro e Libertà, vogliamo tornare a credere nella Tuscia”

  “Riflettori puntati sul litorale Viterbese, c’è un intero comparto agricolo in difficoltà che aspetta risposte. Con Giulia Bongiorno in Regione vogliamo riaccendere il futuro delle nostre terre”, così il candidato alle regionali di Futuro e Libertà Claudio Taglia.

Ci sono problemi urgenti che attendono soluzione. Forse non tutti sanno che a pagare sui terreni agricoli l’Ici, prima, e l’IMU, dal 2012, sono stati solo 2000 comuni sugli 8000 totali in Italia. Questo perché? Perché nel 1992, anno istitutivo dell’Ici, il Parlamento decise di esentare da questa imposta una serie di aree individuate nel 1975, dal Piano Agricolo Nazionale, come zone in cui doveva essere incentivata la zootecnia, la viticoltura e l’orticoltura, in particolare la coltivazione del pomodoro, in quanto terreni montani e collinari (criterio dell’altimetria), stabilendo in essi particolari incentivi economici e contributivi per chi intraprendesse tali attività.

E, infatti, tali zone sono diventate il Chianti, il Gavi, il Monferrato … Insomma, sono diventate le zone dei “baroni” dell’agricoltura, che dal 1975 non hanno pagato una lira e poi un euro di tasse sui terreni. Nel 2012, l’equità avrebbe voluto che a pagare fossero stati tutti ma magicamente l’esenzione dall’Imu sui terreni agricoli si è mantenuta per queste zone “svantaggiate”, che ovviamente in 37 anni di benefici fiscali tanto svantaggiate non lo sono più.

Così gli agricoltori dei 2000 comuni ritenuti “ricchi” non solo hanno pagato la salatissima Imu sui terreni ma in più anche quella sui fabbricati agricoli. Un assurdo, considerando che terreni e fabbricati rappresentano beni strumentali alla propria attività. Tarquinia e Montalto di Castro rientrano tra i 2000 comuni non svantaggiati, perché definiti pianura, e gli agricoltori tarquiniesi e montaltesi hanno pagato una larga fetta di quegli euro utili a portare fuori l’Italia dalla crisi. Tutto ciò subendo una concorrenza sleale da parte degli agricoltori confinanti - distanti 1, 2, 6, 10 km - che hanno venduto i loro prodotti allo stesso prezzo ma guadagnando il doppio, perché esenti dall’IMU.

“Una situazione grave perché iniqua – dichiara Taglia -. Su questo vogliamo lavorare in Regione. Il silenzio intorno ai nostri agricoltori, alla nostra agricoltura, è diventato insopportabile. Di questo invece noi vogliamo parlare e soprattutto vogliamo cambiare questa situazione battendoci nelle sedi istituzionali deputate. Ma anche altre questioni ci interessano. Le sorti dell’ex pomodorificio di Tarquinia, i piani di Sviluppo rurale, i sostegni ai consorzi e alle cooperative agricole e il delicato tema dell’agricoltura biologica”.

Futuro e Libertà, con Giulia Bongiorno presidente e gli alleati dell’Udc, vuole dare il proprio apporto costruttivo per portare l’agricoltura di questa fondamentale parte della Tuscia fuori dalla palude.

 




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