ANNO 16 n° 275
Stupra figlia di un parente, arrestato un immigrato
All'abuso sulla ragazzina, avvenuto in casa, ha assistito il fratellino di 2 anni

Lo chiamava zio, era abituata fin da bambina a vederlo in casa sua, si fidava di lui. E sui è fidata anche il tardo pomeriggio del 26 marzo scorso, quando è entrato in camera sua, al secondo piano, e le ha messo le mani sui fianchi. Credeva che volesse salutarla. Invece, lui l’ha afferrata e l’ha schiacciata contro di sè, poi si è calato il pantaloni, le ha alzato i vestiti, l’ha spinta sul letto e, tenendole una mano premuta sulla bocca, l’ha stuprata. Alla scena, atterrito, ha assistito il fratellino della ragazza, un bambino di due anni che stava giocando nel corridoio, proprio davanti alla porta, rimasta aperta, della cameretta.

E’ la ricostruzione della violenza sessuale subita da una ragazza di 17 anni, residente sulla costa viterbese, tra Tarquinia e Montalto di Castro, per la quale, questa mattina all’alba, gli uomini della Squadra Mobile di Viterbo, hanno arrestato un uomo di 40 anni, parente del padre della ragazza, bracciante agricolo, da molti anni residente in Italia.

“La ragazza – spiegato il capo della Mobile Fabio Zampaglione – è ingenua, non aveva mai avuto rapporti sessuali e all’inizio non si è nemmeno resa conto di quali fossero le intenzioni dell’uomo. Lui – ha aggiunto - aveva più paura della reazione del fratellino. Temeva che si fosse messo a piangere e che avesse richiamato l’attenzione della madre, italiana, che era rimasta al pianoterra a preparare la cena alla quale era stato invitato il parente del marito. Per questo si è rivestito in fretta, ha detto alla ragazza di tacere ed è sceso al piano di sotto”.

La giovane, per un paio di giorni non ha detto nulla. Poi ha sentito il bisogno di confidarsi con alcune amiche, sue compagne di scuola. Queste le hanno consigliato di dire tutto alla madre. E lei lo ha fatto. La donna, appresa la notizia l’ha accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Viterbo e l’ha fatta visitare. Gli accertamenti ginecologici hanno confermato lo stupro. I medici in servizio, raccolto il suo racconto, hanno avvisato la sezione speciale contro i reati sui minori della Squadra Mobile di Viterbo, composta da personale specializzato e coadiuvata da psicologi. Subito dopo sono partite le indagini.

La ragazza è stata contattata e invitata ad un colloquio in questura, assistita da una psicologa. Lei ha confermato tutto. Il Pm Margherita Pinto della procura della Repubblica di Civitavecchia, competente per territorio, ha chiesto e ottenuto dal Gp Andrea Postiglione l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’immigrato, eseguita oggi dagli uomini della Mobile. Il quarantenne è stato rinchiuso nel carcere di Civitavecchia. Nei prossimi giorni sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia.




Facebook Twitter Rss