ANNO 16 n° 275
Valentina Colagrossi
Foto successiva
Studentessa viterbese
tra i vincitori del premio
Airc ''Una metafora
per la ricerca sul cancro''

VITERBO - Non capita tutti i giorni di essere ancora alle scuole superiori e di “inventare” una metafora premiata dal regista Ferzan Ozpetek, come è capitato a Valentina Colagrossi, studentessa del liceo scientifico “Ruffini” di Viterbo, che ha vinto il premo “Una metafora per la ricerca” dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC), per il settore fotografia. Colagrossi ha presentato l’immagine di un fiore sbocciato, in un ambiente buio, dove si intravedono solo delle foglie appassite. Con questa immagine.

Gli altri premi sono andati ad altri tre ragazzi, di altrettante parti d'Italia, che hanno partecipato al concorso. Sono foto, disegni, testi e video, tutti con l'obiettivo di far riflettere sulla battaglia contro i tumori, e spiegare la ricaduta sociale di ogni scoperta scientifica.

I vincitori sono stati selezionati tra oltre 140 proposte, scelte in prima battuta sul web da 28mila persone. I migliori sono stati sottoposti alla giuria presieduta da Ozpetek e composta Roberto Cotroneo (scrittore), Antonio Romano (designer), Giorgio Scita (ricercatore IFOM) e da Daniele Doesn’t Matter, star di Youtube.

Per la migliore fotografia, come detto, è stata premiata Valentina Colagrossi; il miglior disegno è di Federica Colombo, dell’ITCG Mapelli di Monza, che ha rappresentato un albero, 'simbolo di vita in continua evoluzione e che racconta consapevolezza, solidarietà, ricerca come restituzione di vita al paziente oncologico'. Per il miglior testo è stata invece premiata Teresa Lucifora, del Liceo Berto di Vibo Valentia, che descrive il cancro 'come una fitta nebbia: per tornare a mettere a fuoco le proprie aspirazioni, la speranza è solo nella ricerca'.

Per la categoria video, invece, il premio va a Filippo Pesaresi del Liceo Rinaldini di Ancona. Il filmato racconta la storia di due ragazzi, fratello e sorella: 'il male ha colpito il ragazzo e lei scopre, per effetto della spinta affettiva, la propria vocazione alla ricerca'. Filippo ha vinto anche il Gran Premio Giuria, perché il suo lavoro è stato giudicato come 'migliore rappresentazione della metafora della ricerca'.




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