


VITERBO - Corsa contro il tempo al centro di accoglienza temporanea (Cat) all'ex Fiera. Entro il 19 marzo dovranno essere sanati gli abusi presenti nel campo che sta ospitando diverse decine di migranti. Il termine è perentorio: per quella data dovranno essersi conclusi gli interventi, pena la chiusura.
La notizia è emersa nel corso della Quarta commissione consiliare lavori pubblici che si è svolta in via Garbini. Durante la seduta sono volate parole grosse. Alcuni consiglieri, primo fra tutti Sergio Insogna, avevano sollecitato una visita in loco ma nonostante l'oggetto della seduta parlasse di sopralluogo al Cat (centro di accoglienza temporanea) alla ex Fiera di Viterbo i consiglieri si sono ritrovati in via Garbini. Alcuni hanno sottolineato questa singolarità di un sopralluogo a tavolino.
E' stato l'architetto Capoccioni, dirigente del Comune di Viterbo a spiegare che la richiesta di sanatoria per l'area è stata recapitata dal Comune in prefettura il 12 dicembre e quindi il termine ultimo è quello del 19 marzo. Capoccioni ha replicato così alle affermazioni di Giulio Marini (Forza Italia) che sulla scadenza dei termini si era pronunciato nei giorni scorsi. Il consigliere Gianmaria Santucci ha quindi chiesto quali sarebbero le conseguenze di un eventuale sequesto del terreno per la mancata messa in regola entro i termini previsti.
Nel corso della seduta è emerso che non ci sarebbe stampo nel centro un vero e proprio controllo di carattere sanitario ma solo un'ispezione delle cucine.
Duro l'intervento di Chiara Frontini. ''Non è tollerabile vivere in un posto -ha detto-, in cui passi con la macchina e vedi gente al bordo della strada con il rischio di fargli anche male'' e ha aggiunto: ''questo centro non deve diventare permanente. In Italia non c'è nulla di più definitivo del temporaneo. Questa è una situazione nata per tamponare un'emergenza e deve rimanere tale''.