ANNO 16 n° 274
Foto precedente
Foto successiva
Strada Terme: buche, rifiuti e niente luci
Le lamentele dei residenti. Fusco (Noi con Salvini): ''La Provincia intervenga''

di Antimo Verde

VITERBO - ''La strada è in totale abbandono. Gli amministratori hanno sempre detto di volere puntare sul turismo termale per rilanciare Viterbo ma allora come è possibile che la strada principale che collega la città alle sue terme sia lasciata a se stessa nell'indifferenza più totale?''.

È questa la domanda, e l’allarme, lanciato da un abitante di strada Terme - che diventa strada Provinciale 15 dopo la biforcazione con strada Bagni -, stanco di vedere il luogo in cui vive, quello che comunemente si chiama ''casa'', trasformarsi giorno dopo giorno in un posto non all'altezza degli standard di una città che sogna in grande ma che resta nei fatti piccola.

Una striscia d’asfalto lunga un chilomentro, abbastanza malmessa, dove le buche fanno da padrone tra le imprecazioni degli automobilisti e che diventa pericolosamente stretta a tratti, così tanto che quando un’auto e un camion si incrociano c'è il concreto rischio di una collisione.

''Sono una quindicina di anni – continua - che hanno messo i lampioni su strada Bagni, giustamente, e da prima sulla Tuscanese. Sarebbe impensabile un’assenza di illuminazione. Di noi però si sono dimenticati. Forse dalla Provincia (perché di strada provinciale si tratta, ndr) non pensavano che c'era una strada di raccordo in mezzo alle due…''.

Una strada dissestata e senza illuminazione che in teoria dovrebbe essere il biglietto da visita per i turisti che arrivano a Viterbo per godere delle acque termali, di cui la zona è ricca: le piscine Carletti (o quello che ne resta), venendo dalla Tuscanese, sono subito sulla destra; girando poco dopo più in là, a sinistra, invece si trova strada Bullicame, che porta all'omonima sorgente termale con l'orto botanico di lì a pochi passi; proseguendo dritti si arriva infine alle Terme dei Papi e alle ex terme Inps.

Quest'ultime, chiuse da 23 anni, potrebbero diventare in un prossimo futuro una spa di lusso (così come prevede il project financing da 11 milioni di euro presentato dalla Gestervit di Franco Governatori). Per il momento, invece, versano in uno stato di degrado tra sacchi della spazzatura abbandonati e abitanti abusivi che cercano un tetto per la notte.

''Noi abbiamo i nostri punti di raccolta rifiuti vicino Castel d’Asso - conclude l'abitante -, ma la gente viene qui fuori casa nostra a buttare i propri. Forse credono che da noi passi il camioncino della nettezza urbana ma si sbagliano di grosso: dove hanno lasciato i loro sacchi lì li ritrovano, non glieli tocca proprio nessuno''.

Un altro che conosce bene lo stato di quella strada è Umberto Fusco, coordinatore provinciale di ''Noi con Salvini'' e titolare da anni, proprio lì, di una nota trattoria. ''È un disastro - dice Fusco - il manto stradale, a causa del traffico importante di camion in entrata e uscita dalla superstrada, è completamente da rifare e le banchine sono da sistemare. Per fortuna non ci sono ancora stati incidenti gravi, ma fino a quando potrà durare così? La Provincia intervenga il prima possibile''.

''La strada Terme - continua -  dovrebbe essere un punto nevralgico per il turismo, il termalismo e l'area rurale, quest'ultima da lavoro ogni giorno a quasi 500 persone, e invece il risultato è sotto gli occhi di tutti''.

''Ma è possibile – prosegue il leghista - che i turisti debbano venire nel mio locale per avere indicazioni sulla via Francigena, perché non c’è un cartello sulla strada? Questo è lo specchio di una città che sta andando al collasso, io capisco le difficoltà degli amministratori nel gestire Viterbo, soldi ce ne sono pochi, ma è arrivato il momento di mettere da parte le divisioni e lavorare insieme per il rilancio.''

E sulle ex terme Inps ha la sua proposta: ''Perché non trasformare la struttura in un grande centro congressi, come ce ne sono in tutte le città termali? Viterbo deve puntare sul  turismo e sul termalismo. Abbiamo Civitavecchia ad un passo che è uno dei più grandi porti turistici del Mediterraneo e ora che Ryanair ha deciso di investire un miliardo di dollari in Italia l’idea dell’aeroporto, che già c’è e non bisogna costruire nulla, non era poi così campata per aria''.




Facebook Twitter Rss