

VITERBO - ''Stop precarietà, stop al sottoinquadramento: internalizzazione subito''. E’ lo slogan con il quale scendono in piazza oggi davanti alla sede del Ministero del Lavoro i lavoratori dei servizi Cup, amministrativi, Recup, centralinisti della sanità del Lazio. Appuntamento alle ore 15.

L’iniziativa – spiega una locandina – è organizzata ''per denunciare l’inaccettabile condizione di discriminazione economica e normativa subita da decenni dentro le aziende sanitarie ed ospedaliere della Regione Lazio, grazie alla condizione di dipendenti in appalto''.
Discriminazione economica che, prosegue il manifesto, si concretizzerebbe nel seguente modo: ''Lavoratrici e lavoratori operanti in postazioni spesso fatiscenti, mai destinatari di premi né alcun benefit nonostante il personale in appalto sua sempre rimasto fisicamente in prima linea negli uffici , dietro gli sportelli. Nei centri emergenza covid 19''.
Discriminazione normativa: ''L’ultradecennale lavoro precario svolto per e nelle Asl essendo mediato da società in appalto e/o interinali, è considerato zero ai fini della riserva di posti nelle procedure concorsuali ed è considerato zero dal legislatore e dal governo italiano che hanno approvato norme per la stabilizzazione del solo personale precario sanitario o sociosanitario, escludendo totalmente il personale amministrativo''.
''Non vogliamo morire di precarità'', conclude l'annuncio.