


VITERBO - Buste paga nella Tuscia, piange il portafogli. Secondo una recente analisi della Cgia di Mestre, nella provincia di Viterbo la retribuzione media mensile di un dipendente nel 2023 è stata di soli 1.365 euro. Una differenza abissale rispetto alle città del nord, dove mediamente si percepisce una busta paga di 2mila euro al mese. Milano è la città italiana dove si guadagna di più (2.642 euro), Vibo Valenzia quella dove si guadagna di meno (poco più di mille euro). Nel mezzo, all'82esimo posto su 107, troviamo la provincia di Viterbo. Qui, la retribuzione annua calcolata sulla base dei 58.423 lavoratori è stata di 1.036 milioni di euro, con un incremento del 2.8 percento rispetto al 2022.
Troppo poco rispetto anche alle altre province del Lazio. La capitale traina l'economia con una retribuzione media annua di 1946 euro, segue Frosinone (1564 euro), Latina (1488 euro) e Rieti (1422). La media regionale si attesta dunque sui 1859 euro mentre quella nazionale sui 1820. Nel 2023 il monte salari complessivo è stato pari a 411 miliardi: le buste paga sono aumentate del 3,5%, ma l’inflazione del +5,6%.
Le disuguaglianze tra nord e sud
'È chiaro che queste disuguaglianze salariali molto marcate tra nord e sud - spiega l'indagine della Cgia - sono legate al caro-vita e alla produttività che sono nettamente superiori al nord rispetto al sud; i valori retributivi medi sono condizionati negativamente dalla presenza dei contratti a termine (part time involontario, stagionali, intermittenti, etc.), che gravitano in particolare nel mezzogiorno e alla concentrazione delle multinazionali, dei grandi gruppi industriali e degli istituti di credito, finanziari e assicurativi che, rispetto alle piccole e medie imprese, erogano stipendi più pesanti, ma non sono distribuiti uniformemente lungo tutto lo stivale. La presenza di queste realtà, infatti, si raccoglie, in particolar modo, nelle grandi aree urbane del nord Italia'.