

di Madamadoré
VITERBO – Domenica di primavera, ore 19, piazza del Gesù, comizio di Simona Bonafè, una delle cinque capolista scelte da Matteo Renzi per guidare il Pd alle prossime elezioni europee. C'erano tutti, volti noti e non, ad ascoltarla. A occhio e croce duecento persone. Ma una ha catturato il mio sguardo, il consigliere regionale Enrico Panunzi.
Direttamente da Canepina, passando evidentemente di corsa per la Faggeta, era lì, seduto in prima fila, in tenuta sportiva da italiano medio della domenica. Tuta intera, per l’esattezza, felpa e pantalone coordinati, di quelle dal sapore vintage, tipo Sergio Tacchini anni ’70, tanto per non fare nomi. Acetata (uh signore!), blu scura (almeno quello), con un tocco di celeste (che fa tanto fiocco azzurro con la scritta “It’s a boy”) e dulcis in fundo cerniere bianche come se piovessero, anche sul polpaccio (per arieggiare?).
Ma sopra, il saggio Enrico da Canepina (leggi percorso ginnico della Faggeta) con furore, ha indossato un bel giaccone. Ora, perché? Eppure faceva caldo. Forse perché da bravo sportivo aveva paura che gli si gelasse il sudore addosso dopo quella bella corsetta? Oppure ha pensato di sfuggire al mio occhio sempre attento? Peccato Enrico, la prima fila ti ha tradito.
Ma visto che ci sono, ed era da parecchio tempo che mancavo, vale la pena fare una carrellata generale. Ecco le pagelle di alcuni dei presenti:
Melissa Mongiardo: voto 6. Poteva fare di meglio: troppo nero, troppo elegante, troppa fascia, troppo insensato il giacchino bianco sopra che spezza. Ma soprattutto, evitabili i collant neri 30 denari il 25 maggio.
Luisa Ciambella: voto 7, ma solo se mi giura che quello che vedo ai suoi piedi non è un gambaletto color carne. Oltretutto con una scarpa Open toe (spuntata, per chi non mastica il gergo) In generale, comunque, abbastanza bene. Sobria al punto giusto.
Francesco Serra: voto 8, sempre ben vestito il dottore di San Martino. Un altro paio di scarpe, tuttavia, avrebbe fatto la differenza. Da notare il calzino a quadri che sporge dal pantalone. Lui sì che sa stare in prima fila.
Ugo Sposetti, Alessandro Mazzoli e Beppe Fioroni: senza infamia e senza lode. Loro ci sono nati con la giacca e la camicia, erano in politica già all’asilo. Tutti in blu, solo Sposetti ha optato per un maglione a V di filo, ma ci sta.
Andrea Egidi, che moderava il comizio: voto 10. Nulla da obiettare. Ottima la scelta dello spezzato e del calzino dello stesso colore della cravatta. Bene, bravo, bis.